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Stoltezza: Bullismo

Stoltezza: bullismo!!!

I dati emergono in uno studio della società italiana di pediatria.
Allarme anche per l'eccesso di tv e disturbi alimentari.

BULLISMO, fenomeno in crescita: l'81% sostiene di avere comportamenti scorretti per dimostrare coraggio. Quasi 8 ragazzi delle scuole medie su 10 hanno conosciuto da vicino atti di bullismo, il 53% afferma che se accadesse a lui si difenderebbe da solo.
Cresce anche il giudizio negativo che i giovanissimi danno di chi, vittima di bullismo, cerca aiuto in un adulto: il 24% considera “fifone” o “spia” chi non cerca di difendersi da solo.
La stragrande maggioranza (86-87%) dei partecipanti all'indagine considera pericolose azioni come fumare spinelli, guidare senza patente, rubare; quasi il 62% dichiara di assumere apposta questi atteggiamenti, sopratutto per “dimostrare il proprio coraggio” (81% dei casi) e “per sentirsi grandi” (71%).

Il 30% dei bambini italiani passa troppe ore davanti alla televisione. Con due ore al giorno di televisione passano davanti ai loro occhi più di 5.000 spot di prodotti alimentari, e dunque non è un caso che il 90,8% dei giovani desidera ciò che vede in pubblicità.
Il 60% delle ragazze invece “vorrebbe essere più magra”, sempre su esempi proposti dai mass media, tra cui maggior responsabile la TV...

Disagio giovanile

Baby gangs, abuso di droghe e alcolici, anoressia, bulimia, suicidio e, recentemente, sette sataniche: il disagio giovanile è uno degli argomenti più scottanti che i mass media riportano quasi quotidianamente all'attenzione del pubblico.
Le cause sono molte e forse nessuna, presa in maniera isolata, è in grado di spiegare cosa si nasconde dietro comportamenti autodistruttivi, aggressivi e poco rispettosi per se stessi e per gli altri. E' per questo che in anni recenti si è affermato il concetto di prevenzione psico-sociale.
Nel concetto di prevenzione psico-sociale ognuno di noi protagonista della propria esistenza, soggetto in grado di prevenire rischi, ma anche di attuare risorse e potenzialità inaspettate.
Se pensiamo però che il disagio possa nascere solo dove c'è povertà, disinformazione, emarginazione, siamo sulla strada sbagliata.
Anche in realtà apparentemente meno problematiche e benestanti esistono e si manifestano forme di disagio giovanile.

Un'attività utilizzata soprattutto nelle fasce di età tra gli undici e i diciotto anni è la Peer Education. Letteralmente nell'educazione da parte dei pari, cioè amici e conoscenti, riconoscendo l'importanza dei gruppi extra-famigliari ed extra-scolastici nella formazione del bambino. Ciò che appare fondamentale nella creazione di una rete in cui “giovane e dintorni” possano trovare assistenza, consulenza, sostegno e stimolo.

Esperienza nel nostro Istituto: possiamo avvalerci di molte attività laboratoriali di reciproco aiuto, di lavori a piccoli gruppi, di un consulente psicopedagogico e di tanta disponibilità degli adulti.

Leggendo nella nostra cronaca locale:
RHO: Italiani contro peruviani al Luna Park di corso Europa. Un arresto e un ferito grave. RISCHIA DI MORIRE ACCOLTELLATO. Due gruppi si affrontano per una sigaretta.
All'improvviso fendente al torace.


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