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Ira

Si straccia le vesti dalla rabbiaSi strappa le vesti, fa scene inconsulte di chi non è più padrona del proprio autocontrollo. Anche la postura della testa buttata all'indietro e del busto lanciato in avanti, come fanno i prepotenti, spaventa con la sola gestualità minacciosa. Ma a guardare bene è una figura anche molto sguaiata e senza dignità: bisognerebbe farli specchiare questi uomini e donne imbestialiti dalla loro ira per farli riflettere su come sono ridicoli in questi gesti esagerati e sgangherati...

Dante dedica loro una zona particolare e certo non ha parole di comprensione. Infatti li immerge nel fango della palude Stigia ( 5° Cerchio dell'inferno ).

"Mentre noi corravam la morta gora, dinanzi mi si fece un pien di fango, e disse: «Chi se' tu che vieni anzi ora?». E io a lui: «S'i' vegno, non rimango; ma tu chi se', che sì se' fatto brutto?». Rispuose: «Vedi che son un che piango». E io a lui: «Con piangere e con lutto, spirito maladetto, ti rimani; ch'i' ti conosco, ancor sie lordo tutto»".

La cronaca dei nostri tempi è piena di casi di coloro che, presi dall'ira, uccidono, picchiano, compiono gesti violenti verso le persone e le cose soprattutto in famiglia ai danni dei bambini e delle donne.


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