Giotto si è sbizzarrito a rendere più brutta e repellente che mai questa raffigurazione piena di elementi: un sacchetto di denari,
una velenosa serpe che scodinzola sulla nuca, spunta
da sotto il turbante, esce dalla bocca, entra negli occhi del personaggio "invidioso"...
“In-vidia” significa cecità: non vedere
o vedere tutto di “mal-occhio”.
Ai nostri giorni molte persone sono convinte di essere vittima degli invidiosi che per fare loro del male vanno dai maghi e organizzano fatture malocchio e altri riti malefici.
Probabilmente tra gli artisti ai tempi di Giotto e di Dante c'era molta invidia, o a causa della fortuna che qualcuno riusciva ad avere o per la fama che pochi raggiungevano facendo ingelosire gli altri: nei centri di potere che loro avevano visitato per lavoro (Giotto), o per avere ospitalità nell'esilio (Dante), avevano diversamente sperimentato i danni dell'invidia che poteva rovinare l'esistenza di che ne era vittima.
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