Dal Vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo (3, 4):
"Allora Gioacchino cadde bocconi, e rimase in preghiera dall'ora sesta fino alla sera. I servi e i mercenari che erano con lui, vedendolo e ignorando il motivo per cui giaceva, pensavano che fosse morto; si avvicinarono a lui, a stento lo sollevarono da terra. Dopo che narrò ad essi la visione angelica, spinti da grande timore e ammirazione lo esortarono affinché, senza indugio, portasse a compimento la visione dell'angelo tornando prontamente alla sua moglie.
Mentre Gioacchino soppesava in cuor suo se ritornare o meno, fu preso da un sopore e vide in sogno l'angelo, che gli era apparso quand'era sveglio, e che gli disse: "Io sono l'angelo che Dio ti ha dato per custode: discendi sicuro e ritorna da Anna, poiché le opere di misericordia che avete fatto tu e tua moglie Anna sono state riferite al cospetto dell'Altissimo. Dio darà a voi un frutto che fin dall'inizio non ebbero mai i profeti né mai avrà santo alcuno". Destatosi dal sonno, Gioacchino chiamò a sé tutti i servi e mercenari e indicò loro il suo sogno. Essi adorarono il Signore e gli dissero: "Guarda di non trascurare oltre le parole dell'angelo. Piuttosto alzati, partiamo di qui e ritorniamo lentamente facendo pascolare i greggi".

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