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Gioacchino offre a Dio il sacrificio di un capretto

Dal vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo (3,4):
Dopo avere adorato l'angelo, Gioacchino gli disse: "Se ho trovato grazia davanti a te, siediti un po' nella mia tenda e benedici il tuo servo". L'angelo gli rispose: "Non dirti servo, ma conservo; siamo infatti servi di uno stesso Signore. Ma il mio cibo è invisibile e la mia bevanda non può essere vista da alcun mortale. Perciò non mi devi pregare di entrare nella tua tenda. Se hai intenzione di darmi qualcosa, offrila in olocausto al Signore". Gioacchino prese allora un agnello immacolato e disse all'angelo: "Non avrei osato offrire un olocausto al Signore se il tuo ordine non mi avesse dato il potere sacerdotale per offrirlo". L'angelo gli rispose: "Non ti avrei invitato ad offrire, se non avessi conosciuto la volontà del Signore". Mentre Gioacchino offriva il sacrificio a Dio, salirono in cielo sia l'angelo sia il profumo del sacrificio. Allora Gioacchino cadde bocconi, e rimase in preghiera dall'ora sesta fino alla sera. I servi e i mercenari che erano con lui, vedendolo e ignorando il motivo per cui giaceva, pensavano che fosse morto; si avvicinarono a lui, a stento lo sollevarono da terra. Dopo che narrò ad essi la visione angelica, spinti da grande timore e ammirazione lo esortarono affinché, senza indugio, portasse a compimento la visione dell'angelo tornando prontamente alla sua moglie.

Gioacchino inginocchiato verso l'altare offre un capretto a Dio e dall'alto appare la mano di Dio


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