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Canto XXXIII_ Inferno

Questo è il canto dei traditori della patria dove è condannato il Conte Ugolino che immerso nel ghiaccio sta rodendo il capo all'arcivescovo Ruggieri. Intervento del dr. Raffo a proposito dell'interpretazione del verso dantesco: "... Più che il dolor potè il digiuno"

1_3
Chi: Dante, il Conte Ugolino e il teschio del Vescovo Ruggieri
Che cosa: Dante vede il Conte Ugolino che morde la nuca del vescovo Ruggieri
Inquadratura: campo lunghissimo di Dante e in lontananza il Conte Ugolino
Voce off: La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a' capelli
del capo ch'elli avea di retro guasto.

4_6
Chi: Il Conte Ugolino e Dante
Che cosa: Conte Ugolino parla della sua vita con molta rabbia
Inquadratura:Primo piano del Conte Ugolino
Battute:
Poi cominciò:“Tu vuoi ch' io rinovelli
disperato dolor, che il cor mi preme
già pur pensando pria ch'io ne favelli"
.

7_9

Chi: Conte Ugolino
Che cosa: Il Conte Ugolino si dispera
Inquadratura: Dante è di spalle e il Conte Ugolino parla.
Ripresa obliqua dal basso a sinistra.
Battute:
“ Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia al traditor ch'i' rodo,
parlar e lagrimar vedrai insieme.”

7_9B

Inquadratura: obliqua dal basso a sinistra

10_12

Chi: Il Conte Ugolino e Dante
Che cosa: Il Conte Ugolino chiede cosa fa lì Dante
Inquadratura: obliqua dal basso a destra.
Battute:
“Io non so chi tu se' né per che modo
venuto se' qua giù; ma fiorentino
mi sembri veramente quand'io t'odo.”

13_15

Chi: Il Conte Ugolino
Che cosa: Il Conte Ugolino spiega perché è così vicino all'Arcivescovo Ruggeri
Inquadratura: frontale.
Battute:
“Tu dei saper ch'i' fui conte Ugolino,
e questi è l'arcivescovo Ruggieri:
or ti dirò perché i son tal vicino.”

13_15B

Inquadratura: frontale.

16_18

Chi: Conte Ugolino
Che cosa: Ugolino spiega a Dante com'è finito all'inferno
Inquadratura: obliqua dal basso a destra.
Battute:
“Che per l'effetto de' suo' mai pensieri,
fidandomi di lui, io fossi preso
e poscia morto, dir non è mestieri;”

19_21

Chi: Il Conte Ugolino
Che cosa: Spiega come la sua morte fu cruda
Inquadratura: obliqua dall'alto a sinistra.
Battute:
“però quel che non puoi avere inteso,
cioè come la morte mia fu cruda,
udirai, e saprai s'e' m'ha offeso".

22_26

Chi: Il Conte Ugolino imprigionato
Che cosa: Il Conte Ugolino imprigionato in una torre solo con una piccola finestra vede il passare dei giorni
Inquadratura: obliqua dal basso a destra
Battute:
"Breve pertugio dentro da la Muda
la qual per me ha 'l titol de la fame,
e che conviene ancor ch'altrui si chiuda,
m'avea mostrato per lo suo forame
più lune già, quand'io feci 'l mal sonno
che del futuro mi squarciò 'l velame.”

28_30

Chi: Il Conte Ugolino
Che cosa: Ugolino fa un sogno che rappresenta il futuro
Inquadratura: frontale.
Battute:
Questi pareva a me maestro e donno,
cacciando il lupo e lupicini al monte
per che i Pisan veder Lucca non ponno.”

31_36

Chi: Il Conte Ugolino racconta il sogno
Che cosa: Tutti sono molto affamati come delle cagne
Inquadratura: obliqua dal basso a destra.
Battute:
“Con cagne magre, studiose e conte
Gualandi con Sismondi e con Lanfranchi
s'avea messi dinanzi da la fronte.
In picciol corso mi parieno stanchi
lo padre e ' figli, e con l'agute scane
mi parea lor veder fender li fianchi.”

36_39

Chi: Il Conte Ugolino e i suoi figli
Che cosa: I figli piangono e chiedono al padre del pane
Inquadratura: frontale.
Battute:“Quando fui desto innanzi la dimane,
pianger senti' fra 'l sonno i miei figliuoli
ch'eran con meco, e dimandar del pane.”

40_42

Chi: Il Conte Ugolino e Dante
Che cosa: Il Conte Ugolino piangendo avvisa Dante che la sua è una storia terribile
Inquadratura: obliqua dal basso per evidenziare il peccato crudele commesso dal Conte.
Battute:
“Ben se' crudel, se tu già non ti duoli
pensando ciò che 'l mio cor s'annunziava;
e se non piangi, di che pianger suoli?”

43_48

Chi: Il Conte Ugolino, i suoi due figli e i due nipoti.
Che cosa: Il Conte sente girare la chiave della prigione e capisce che resteranno chiusi dentro per sempre.
Inquadratura: immagine divisa a metà dove si vede da una parte la torre e un cavaliere che chiude la porta della torre e dall'altra il Conte nella cella disperato. Carrellata.
Battute:
“Già eran desti, e l'ora s'appressava
che 'l cibo ne solea essere addotto,
e per suo sogno ciascun dubitava;
e io senti' chiavar l'uscio di sotto
a l'orribile torre; ond'io guardai
nel viso a' mie' figliuoi sanza far motto.”

46_48

Inquadratura: frontale.

49_51

Chi: Il Conte Ugolino, i suoi figli e i suoi nipoti
Che cosa: Ugolino non piangeva ma i ragazzi si. Anselmuccio cerca una risposta definitiva del padre
Inquadratura: ripresa frontale.
Battute:
“Io non piangea, sì dentro impetrai:
piangevan elli; e Anselmuccio mio
disse: "Tu guardi sì, padre! che hai?".

52_54

Chi: Il Conte Ugolino, i suoi figli e nipoti
Che cosa: Passa la notte e il Conte Ugolino rimane ammutolito dalla situazione fino a che non arriva il mattino
Inquadratura: obliqua dal basso a sinistra.
Battute:
“Perciò non lacrimai né rispuos'io
tutto quel giorno né la notte appresso,
infin che l'altro sol nel mondo uscìo.”

55_58

Chi: Il Conte Ugolino e i ragazzi
Che cosa: Il Conte Ugolino si sveglia di mattino in carcere e vede i quarttro ragazzi affamati e per il dolore si morde le mani.
Inquadratura: obliqua dall'altro a destra.
Battute:
“Come un poco di raggio si fu messo
nel doloroso carcere, e io scorsi
per quattro visi il mio aspetto stesso,
ambo le man per lo dolor mi morsi;”

59_63

Chi: Il Conte Ugolino e i ragazzi
Che cosa: I ragazzi si offrono come cibo al Conte
Inquadratura: obliqua dal basso a sinistra.
Battute:
"ed ei, pensando ch'io 'l fessi per voglia
di manicar, di subito levorsi
e disser: "Padre, assai ci fia men doglia
se tu mangi di noi: tu ne vestisti
queste misere carni, e tu le spoglia.”

64_66

Chi: Conte Ugolino, figli e nipoti
Che cosa: i ragazzi non parlano più. Ugolino vorrebbe sprofondare
Inquadratura: frontale.
Battute:
“Queta'mi allor per non farli più tristi;
lo dì e l'altro stemmo tutti muti;
ahi dura terra, perché non t'apristi?”

67_69

Chi: Gaddo al padre
Che cosa: Al quarto giorno Gaddo chiede aiuto al padre
Inquadratura: frontale.
Battute:
“ Poscia che fummo al quarto dì venuti,
Gaddo mi si gittò disteso a' piedi,
dicendo: Padre mio, ché non mi aiuti?.”

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Chi: Gaddo
Che cosa:Gaddo muore tra le braccia del Conte
Inquadratura: obliqua dall'alto a destra.
Battute:
“Quivi morì; e come tu mi vedi,”

71_72

Chi: Anselmuccio e i nipoti di Ugolino
Che cosa: Anselmuccio e i suoi cugini muoiono
Inquadratura: laterale dal basso
Battute:
“vid'io cascar li tre ad uno ad uno
tra 'l quinto dì e 'l sesto; ond'io mi diedi,”

70_72

Chi: Conte Ugolino e i ragazzi
Che cosa: la strage si completa
Inquadratura: obliqua dall'alto a sinistra.
Battute:
"Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid'io cascar li tre ad uno ad uno
tra 'l quinto dì e 'l sesto; ond'io mi diedi,”

73_74

Chi: Il Conte Ugolino e i cadaveri dei ragazzi
Che cosa: Il Conte Ugolino brancola sopra i corpi dei ragazzi.
Inquadratura: obliqua dal basso a sinistra.
Battute:
“già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.”

75

Chi: Il Conte Ugolino
Che cosa: alla disperazione del Conte segue forse la conseguenza del digiuno: si nutrirà delle carni dei parenti?
Inquadratura: primissimo piano frontale del Conte
Battute:
“Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno.”
.


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