
1) del film cerchiamo di dare una nostra interpretazione del protagonista: analizziamo il suo comportamento, le sue manie, le sue ossessioni e soprattutto cerchiamo di capire i suoi momenti di disorientamento e il suo bisogno di sicurezza
2) il fratello alla fine della storia ha la sensazione di aver comunque creato un legame con "l'uomo della pioggia"- come fai a dimostrarlo?
3) commenta la frase "noi due siamo una famiglia"
4) nel libro"Pulce non c'è" di cui vi ho parlato, la sorella conclude dicendo "lei, (Pulce), non è e non vuole essere come noi ce la immaginiamo" - così come alla fine del film abbiamo concluso che non sapevamo leggere i pensieri di Rain man. Quello che è importante è l'aver provato verso di lui molti sentimenti positivi, dal bisogno di proteggerlo, al bisogno di accontentarlo, alla tenerezza e alla simpatia. Commenta.
Oggi l'ho visto e devo dire che è stato un film molto bello ma difficile da spiegare... posso dire che è stato un po divertente e un po che ti cerca di fare capire l'amore fra fratelli e poi posso dire che mi ha fatto capire anche che una persona, pur avendo tanti problemi, può essere molto intelligente anche più di noi persone cosiddette "normali"!
Questo film ripeto è molto bello e anche molto "profondo"
Scaravella concordo, però io ho capito che non è in grado di essere autonomo nè di rendersi conto della gravità della sua situazione, perchè se lo fosse, saprebbe che cosa gli chiede il dottore, ma secondo me risponde solo d'impulso! -lui è particolare ed ha una specie di dote , non a caso il suo autismo si chiama autismo ad alto funzionamento!!!
A a proposito di questa sindrome oggi noi della 1^b siamo andati in 1^a ad ascoltare la spiegazione sull'autismo fatta dall'insegnante di sostegno di un nostro compagno. Non sapevo che Stefano, come molti altri ragazzi, hanno bisogno di tattiche che lo aiutino nella prevedibilità di ciò che gli succederà nel corso della giornata e questo avviene attraverso delle foto o dei segnali di quello che andrà a fare! 
p.s.=mi piace questa idea del forum!
Oggi martedì, nell'orario extrascolastico, i ragazzi delle classi prima A e prima B hanno visto il film "Rain Man".
A mio parere è stato davvero interessante ma allo stesso tempo toccante.
Mi ha fatto molta impressione come un signore autistico come Raimond, nonostante le sue difficoltà nel comunicare con le altre persone, avesse un quoziente intellettivo superiore alla media, dimostrandolo in tanti casi, durante la storia..
Consiglio a tutti gli appassionati di cinema di guardarlo, ne vale la pena! 
P.S.=un saluto a tutti
Si è vero sara sono daccordo con te quando ai detto che è stato un film toccante, è una sensazione molto difficile da spiegare...
Il film "Rain Man" mi ha fatto molto riflettere perchè parla di 2 fratelli dei quali uno è autistico.....
Nonostante la serietà del tema, io mi sono divertita in certe parti del film!
In fondo queste cose sono reali perchè le persone autistiche ci sono veramente e non sono "malate" di una malattia che si può curare come la febbre o il raffreddore perchè questo "problema" viene fin dalla nascita.....
Un mio compagno di classe è un autistico e la sua insegnante di sostegno ci ha spiegato che l'autismo si scopre entro i primi 3 anni di vita e che se si scopre nel primo o nel secondo anno di vita si possono fare alcuni interventi di appoggio con i dottori specialisti.
Spero che questo film, cari compagni, sia piaciuto anche a voi perchè oltre ad essere molto bello è stao anche molto interessante e ti fa riflettere!!!!!!!
Questo film è stato molto bello!
era impressionante come Raymond (rain man) ricordasse tutti i numeri e le parole ascoltate o lette una sola volta.
Voi cosa ne pensate????
Ciao a tutti,
Rain Man è stato un film molto coinvolgente, perchè racconta la storia di una persona con problemi di autismo e che, per quanto mi riguarda, se non fosse per alcuni suoi atteggiamenti o comportamenti che lo fanno vedere un po' particolare, l'ho trovato più inteligente di molte persone "normali" tra di noi.
E' stata una storia emozionante, interessante e abbastanza vicina alla realtà. Secondo me è stato uno dei film più commoventi ed intelligenti che finora abbiamo visto a scuola. 
Un bacio
Mi è piaciuto molto il film: nel sistema dei personaggi c'è un rapporto in divenire, tra rain man e Charly, infatti nel corso del film il rapporto tra loro migliora dal momento in cui Charly scopre che Raymond era la persona che gli cantava la sua canzone preferita.
Mi ha commosso molto e quasi quasi mi mettevo a piangere. 
Questo film mi è piaciuto molto soprattutto perchè ho apprezzato il modo in cui l'attore protagonista interpretava la parte del ragazzo autistico: era bravissimo!
Nella storia vera e propria molto bello è stato il cambiamento di carattere da parte di Charly, il fratello cosiddetto "normale", nei confronti del fratello; infatti all'inizio del film lo insultava, gli diceva "scemo", lo vedeva come un peso, non perchè ce l' avesse con lui ma soprattutto perchè quest'ultimo aveva ricevuto in eredità dal padre 3 milioni di dollari e lui invece solo una macchina e dei cespugli di rose!!! ma poi proverà verso il fratello un legame affettivo molto forte e non penserà più ai soldi ma solo al suo bene.
Il finale del film non mi è piaciuto poichè mi ero immaginato che rain man andasse con il fratello, invece è tornato all'istituto.
Questo film mi ha talmente preso che mi ha commosso e in certi momenti mi sarei messo a piangere
.
Il film rain man è stato molto bello ma un po' triste.

La storia tratta di un bambino autistico chiamato "rain man" molto dotato dal punto di vista della memoria e dei calcoli, così tanto che faceva vincere al fratello tutte le partite al casino.
Charlie è appunto il fratello di rain man: prima lo tratta male poi capisce le sue difficoltà e inizia a trattarlo molto bene salvandolo dai pericoli, comprandogli le cose che lui desiderava e organizzandogli il programma delle loro giornate così come aveva prima alla scuola privata per autistici.
Questo film è molto educativo perchè fa capire come si trattano le persone autistiche che non sanno fare tutte le cose che sappiamo fare noi.
Gli autistici vivono in un mondo proprio, e non sono tutti uguali, anzi sono molto diversi, perchè uno sa parlare bene, l'altro sa fare i calcoli che noi facciamo in dieci minuti loro li fanno all'istante, ma nessuno di loro sa prendere le proprie decisioni o spiegarti che cosa sentono dentro di loro.. .
Questo film mi è piaciuto molto
,infatti lo consiglio a chiunque sia interessato.
Fa capire che chi ha dei problemi (in questo caso un autistico) deve essere considerato un peso,ma
una persona come altri!! certo bisogna rivolgergli molte più attenzioni e bisogna anche ricordarsi che il
problema non si può guarire, ma li si può rendere felici nello stargli vicino e per molti anni si possono notare leggerissimi
miglioramenti!
Credo che tu Lisa abbia perfettamente ragione, concordo pienamente questi ragazzi autistici non devono essere trattati male ma devono essere aiutati e assecondati in molti loro atteggiamenti ....
Comunque io rimango dell' idea che questo film è stato molto commovente... 
Un saluto a tutti...!!
"Rain man" è un film che tratta l'argomento dell'autismo.
Dimostra le qualità che possiedono queste persone, ma anche i loro grandi limiti .
Mette in evidenza le ossessioni, le manie e le fissazioni che manifestano queste persone, e fa riflettere su come vadano assecondate nel loro stile di vita per evitare che si procurino danni o autolesioni con reazioni brusche a seguito di paure o di ansie.
Dimostra il bisogno di sicurezza di queste persone che devono sempre sapere che cosa li aspetta prima di compiere una azione a loro nuova.
E anche le loro difficoltà a superare delle paure che ritengono per loro pericolose, come quando Raimond ha paura di salire sull'aereo e suo fratello si è dovuto adeguare a questa sua ossessione.
Il fatto che Charlie sia riuscito a stabilire un piccolo legame con questo inaspettato fratello è testimoniato dal fatto che, seppur irrazionalmente, lui cerca di tenerlo con sé per fargli sentire attorno qualcuno che affettuosamente, come un familiare, si occupi personalmente di lui.
Consiglio questo film a tutti perchè è molto bello e insegna come trattare le persone con questo problema.
Tra i due personaggi si crea un rapporto che subisce un notevole cambiamento.
Inizialmente, per Charlie, il fratello autistico Raymond è un “affare”: infatti vuole il suo affidamento solo per avere i ben 3.000.000 di dollari che il padre ha lasciato in eredità a Raymond , mentre a lui ha lasciato solo un' auto e qualche cespuglio di rose.
Charlie si dimostra subito insofferente verso i comportamenti ‘autistici’ di Raymond, e spesso si arrabbia e fa scatti di nervosismo con lui cercando di non dar peso alle manie e alle paure del nuovo "compagno di viaggio" che si sente al sicuro solo se pianifica come un automa la sua giornata e le sue cose: così Charlie si deve sorbire la sua continua ripetizione di frasi, l'elenco dei suoi bisogni, le noiose domande ed auto-risposte quasi ossessive e le sue manie come ad esempio un certo ordine degli oggetti, la posizione del mobilio in camera e certi tipi di vestiario.
Ma ad un certo punto della storia c'è poi una svolta: infatti Charlie fa la scoperta che Raymond è in realtà "l'uomo della pioggia", il suo migliore amico dell’infanzia, ritenuto immaginario; e dunque le cose cambiano completamente.
Riaffiorano i ricordi e il legame di molti anni prima: Charlie così ha un capovolgimento di prospettiva e inizia a rispettare le esigenze e a sopportare i comportamenti del fratello, trattandolo con tenerezza. Adesso Charlie desidera ancora più l’affidamento di Rain Man, ma stavolta è spinto dall’affetto che prova per lui.
Alla fine del film a Rain Man vengono fatte moltissime domande attinenti al suo affidamento, che lo mettono in crisi e lo disorientano. Charlie capisce che l’Istituto non rinuncerà mai alla ricca tutela del fratello: se Raymond starà con lui, sarà continuamente interrogato e perseguitato dalle domande dei cosiddetti esperti; per amore suo quindi rinuncia all’affidamento, ma promette di andarlo a trovare prestissimo.
Raymond non riesce a rispondere alle domande a causa del suo disturbo, anche se a me e a tutti i miei compagni arrivava chiara la sensazione che lui volesse stare con il fratello. Infatti finito l’interrogatorio, dopo che il fratello lo ha tranquillizzato, Raymond dice che Charlie è "il suo migliore amico"!!!
Questo, insieme alla frase “noi due siamo una famiglia”, dimostra che i due hanno instaurato un forte legame....
il giorno 13/03/2010 siamo scesi nell' aula multimediale della scuola per vedere il tanto atteso film "RAIN MAN" che in italiano vuol dire l' uomo della pioggia.
Secondo me è stato un bellissimo film il migliore che la prof.ssa abbia proiettato; infatti mi ha fatto capire che l' uomo non deve essere perfetto e non avere problemi per essere importante o per essere amato.
Mi ha colpito moltissimo la dote che aveva questo "disabile", protagonista della storia, cioè la memoria e la velocità di osservazione: contava le carte, contava velocemente gli stuzzicadenti appena caduti dalla scatola...insomma era veramente un mago!!!!.
La scena che mi ha colpito e mi ha fatto fare una riflessione è stata quella nell' ascensore tra lui e la fidanzata del fratello Charlie.
lei gli vuole insegnare a baciare una ragazza anche se lui non è nè bello nè troppo cosciente di cosa gli stia succedendo
; fa sorridere la sua reazione innocente; infatti la sensazione che ha provato dice che è quella di "umido".
questo film lo consiglio a tutti; secondo è valsa la pena di vederlo, e credo che sarà un bel film anche "il mio piede sinistro" che la nostra profssa proietterà fra qualche giorno o settimana. CIAO
CI VEDIAMO A SCUOLA......CIAO,CIAO
Quello che mi è più piaciuto del film "Rain Man" ( l'uomo della pioggia) è stata la relazione tra i due fratelli che determina in modo radicale il comportamento di Charlie.
L'incontro imprevisto a seguito della morte del loro padre, determina lo scontro-incontro tra due mondi diversi a cui appartengono questi due protagonisti che si trovano ad affrontare insieme un “ viaggio” forzato, in cui si scoprirà che solo uno dovrà adeguarsi alle esigenze dell'altro per garantirgli la serenità e l'equilibrio. Charlie infatti, il ragazzo "normale", si troverà ad accudire improvvisamente da solo, questo "speciale fratello", affetto di autismo.
Si tratta di una relazione difficile e complicata a cui il fratello si deve adattare, occupandosi di Raymond, facendo in modo che non gli manchi nulla, cercando e sopportando i riti e le manie del fratello, sacrificando i suoi impegni di lavoro.
Si mostra a poco a poco la “stella polare “di Raimond e lo strumento di rassicurazione per le sue paure. La felicità di una nuova relazione affettiva che si instaura tra i due, porta piano piano Charlie ad entrare nel mondo di Raymond che riesce a coinvolgere a modo suo nelle sue serate spensierate al casino , “sfruttando”le sue abilità eccezionali nella matematica.
La scena che mi ha colpito di più è stata quella in cui Charlie si ricorda vagamente della presenza del fratello nella sua infanzia, cercando di capire per quale motivo suo fratello fosse stato allontanato dalla casa familiare, e là quando pensa che il tempo non hanno passato insieme doveva essere subito in qualche modo recuperato.
Mi ha colpito maggiormente il cambiamento di Charlie nei confronti del fratello, che lo vedeva all'inizio come uno “ anormale” dannoso per la sua vita. In quel momento si sentiva oppresso da un parassita che non riesciva a togliersi di dosso. Rivoluzionando le sue idee, completamente, alla fine vuole addirittura avere l'affidamento del fratello non per i soldi, ma perché in un modo o nell' altro vede il fratello come una tesserina mancante nella sua vita e nella sua infanzia senza di cui si sente incompleto.
Vorrei commentare la frase messa in rilievo dalla Prof., ”noi due siamo una famiglia” una frase che in una relazione interpersonale di questo tipo ha un valore particolarmente significativo. Secondo me vuole puntualizzare il legame forte di due mondi diversi, due persone che anche se così diverse hanno qualcosa che li accomuna, l'essere fratelli.
Sono d'accordo con te, mi piace molto come definisci Charlie:"la stella polare" di Raymond. Mi sembra un po' esagerata la frase: ...... “ anormale” dannoso per la sua vita........
Sono d'accordo con te mi piace molto come definisci il fratello Charlie: la "stella polare" di Raymond. Mi sembra un po' esagerata la frase: ..... lo vedeva all'inizio come uno “ anormale” dannoso per la sua vita.........
Questo film è stato molto bello e istruttivo. In alcune parti però, secondo me, è stato troppo americanizzato e comicizato. Infatti alcune scene di litigio si trasformano in scene comiche. Comunque è stato un film che mostra la realta perchè, mostra la difficoltà motoria, verbale, espressiva tipica degli autistici. Mostra, inoltre, i riti, le manie e le paure degli autistici.
Rain man
Raymond, dimostrava un comportamento autistico che non favoriva la sua comunicazione con gli altri per via di questa sindrome che si era riscontrata fin dalla nascita.
Le forme di autismo sono infinite, e lui, anche se con molta difficoltà, poteva esprimersi a parole, a differenza di molti altri casi in cui c'è la regressione della comunicazione verbale.
Riusciva a ripetere frasi fatte con domande e risposte, citava il menù del giorno, rispondeva a quiz tv nozionistici, citava le percentuali delle morti, ricordava date ed eventi importanti, svolgeva calcoli matematici, aveva la " fissazione " di mutande con scritto il suo nome dietro e portava sempre con sè libri, zaino, penne...
Raymond, aveva diverse manie e fissazioni: lui non voleva uscire con la pioggia, aveva dei cibi e orari fissi, non voleva viaggiare in aereo e in autostrada, voleva la scarpe vicino al letto, usava gli stuzzicadenti e non gradiva il contatto fisico. Aveva, inoltre, diverse paure come l’acqua calda, i rumori assordanti, l’aereo, l’autostrada, il traffico e i luoghi rumorosi.
Queste paure lo portavano ad avere reazioni come urla, colpi sulla testa o sulle orecchie, frasi fatte ripetute, rimanere in casa o sulla strada e scappare tra le macchine.
Raimond si affeziona molto al fratello Charlie; nel film si capisce che i due creano un legame quando, alla fine della storia, Raimond appoggia la sua testa sulla spalla di Charlie, e dall’immagine si capisce chi ha bisogno di chi.
La frase "noi due siamo una famiglia" per me significa che, dopo la morte dei due genitori, i due fratelli erano ciò che "restava" della famiglia e quindi il loro amore, il loro sostegno, era fondamentale.
Questo film, a mio parere eccezionale, fa capire che, l’importante non è come si è fuori, ma l’importante è quello che si ha dentro, i sentimenti che si provano e tutto ciò che dentro di noi ci fa sentire unici.
sono daccordo con te
Sono daccordo con te.
Il film "Rain man" mi è piaciuto molto ed è stato molto divertente ma nello stesso tempo in alcuni punti commovente.
Il film ti fa capire che pur essendo affetti da autismo si possono avere delle capacità talvolta maggiori delle nostre che siamo "normali".
Questa malattia mette in evidenza le fissazzioni e le manie che può avere questo tipo di persona, che potrebbe reagire in modo molto violento verso la persona che lo assiste o che lo cura se non riceve la sicurezza dei punti di riferimento della sua vita .
Consiglio questo film a tutti. Un saluto a tutti
Tizzy, sono daccordo con te sul fatto che, queste persone a causa di questa malattia potrebbero ad esempio non capire il gesto d'affetto che si fa nei loro confronti e quindi reagire male.
Ma, ti ricordi che ad esempio la Valentina ci ha detto che nel caso di Stefano lui non causa dei danni agli altri ma provoca "lesioni" su se stesso e difatti presenta dei calli sulle mani, segno delle sue morsicature.
Anche Raymond non ha mai fatto del male agli altri, ma quando andava in crisi, incominciava a picchiarsi o a urlare. Ad esempio quando nel film Ray si è trovato tutt' intorno il fumo e non riusciva più a trovare una via d' uscita e se non fosse arrivato Charlie... chissà come sarebbe finita...
.
Valentina ci ha detto tra 'altro che Stefano per fare dei progressi come ad esempio imparare a tirarsi su una zip, ci impiega del tempo, per cui quello che abbiamo visto nel film sono delle invenzioni perchè non è vero e non è nemmeno possibile che in solo sei giorni, ci siano così tanti cambiamenti nella vita di un autistico.
Ora vi saluto kiss
A me questo film è piaciuto molto e mi ha fatto capire tante cose sui bambini autistici e non sono diversi anzi sono molto più inteligenti di noi ad esempio rain man era bravo nei conti matemati
a me è piaciuto molto ed consiglio di vederlo!
ciao a tutti,
il film "Rain man" mi è piaciuto parecchio, perchè mette in evidenza un aspetto del rapporto tra due persone di cui uno è molto debole rispetto all'altro: molte volte nel corso del film si vede che all'inizio Charlie voleva solo i soldi dell'eredità del fratello invece a mano a mano che convive con lui, oltre a capire i suoi difetti e i suoi pregi inizia a non pensare più ai soldi ma a farlo stare bene e a cercare di fargli fare sempre le cose che era abituato a fare nell'istituto.
E' molto bello anche il cambiamento del carattere di entrambi, alla fine con Raynmond che si fida del proprio fratello e lo chiama anche "amico".
A me ha colpito di più la fine del film in cui si vede che Charlie capisce come trattare il fratello rispetto all'inizio del film, quando sono al bar e raymond dice che lo sciroppo d'acero va messo apparecchiato sul tavolo e il fratello che se lo voleva prendere un po' in giro glielo aveva nascosto, ma poi a sorpresa l'aveva tirato fuori perchè sapeva che il fratello lo voleva!!! lì il fratello sorride perchè aveva capito che Charlie stava scherzando.
Raymond è un uomo autistico che però ha molte paure del contatto fisico e dei rumori, ma è anche un genio della matematica e lo dimostra tantissime volte, del tipo quando ci sono gli stuzzicadenti per terra e lui dice subito quanti sono, quando è dal dottore che gli chiede delle operazioni a memoria, impossibili per il nostro cervello! Comunque Rainmond è autistico ma lui non lo sa di esserlo e lo dimostra quando glielo chiedono sia il fratello che il dottore.
Questo film è stato molto coinvolgente e lo consiglio a tutti anche per capire come si tratta una persona con questo problema.
CIAO a tutti e al prossimo film!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ciao STEFANO 
1) non si possono ricevere istruzioni personali in corso di pubblicazione del proprio intervento; caso mai potete dare la vostra email alla prof che provvederà a risponder attraverso posta elettronica
2) se non si è fatto in tempo a finire l'intervento si scrive alla fine del proprio testo (da continuare)
3)non si fanno interventi sbrigativi e generici, ma ci si deve riferire alle proposte di discussione che inserisce all'inizio l'insegnante ed eventualmente proporne delle altre, vostre, personali, a cui i vostri compagni potrebbero rispondere
4) adesso che sono pubblicati vari interventi potete rispondere facendo riferimento a quanto scritto da qualcuno dei compagni di IA o IB magari sottolineando la frase che ritenete efficace o che vi ha fatto riflettere ecc
5) siccome oggi anche la IB incontra Valentina, l'insegnante di Stefano, se ci sono elementi importanti che vi colpiscono potete discuterne sempre qui sul forum.
Oggi noi di 1B siamo andati nell'aula della 1A appunto perchè c'è un bambino di nome Stefano che soffre di questa malattia.
Noi abbiamo aderito ad una iniziativa della prof che vuole sensibilizzarci a questo problema per farci rifletteree soprattutto per conoscere gli svantaggi e le doti di questo nostro compagno:
1) infatti la sua prof di sostegno, Valentina, ci ha spiegato un po' "il mondo" di di Stefano per approfondirlo.
2) volevamo sapere come avrebbe reagito cambiando compagni, se avrebbe continuato a lavorare e a fare bene le sue cose senza agitarsi, anche se noi eravamo di un'altra classe: e lui è stato bravissimo.
Per me è stato molto interessante!
Anche io concordo con te, io sono stato alle elementari nella classe di Stefano ma devo dire che non l' ho mai visto così tranquillo.
Oggi siamo andati in 1A per discutere del fatto che tra noi c'è Stefano un bambino autistico di cui volevamo saperedi più per saperci rapportare con lui; c'era la sua insegnante Valentina che ci spiegava più in particolare quali bisogni aveva Stefano, le sue paure, i suoi giochi ecc e che cosa significa vivere con questo problema rispondendo alle nostre domande.
a me è piaciuto molto
Io non avevo visto la fine del film ma adesso che l'ho vista ho capito tante cose e volevo chiedere scusa prof, per quello che è successo l'altra volta
Questo film mi ha fatto capire molte cose, soprattutto mi ha fatto capire quanto deve essere difficile comunicare con qualcuno che ha questo problema.
Il film “RAIN MAN” è stato molto bello, in alcuni parti faceva molto ridere, in altri non troppo, anzi era commovente.
Raymond era molto bravo nella matematica, ma aveva anche molte fissazioni e, come diceva oggi Valentina, a proposito di Stefano, per far vivere serenamente un bambino o un ragazzo che ha questa sindrome occorre rispettare molti riti! ( nel film R.voleva il letto vicino alla finestra, le scarpe in un certo modo ecc..).
Questo mio compagno di classe è autistico e la sua insegnante di sostegno oggi ci ha accolti nell'aula della IA, dove lui lavora, per ampliare le nostre informazioni su questa malattia e darci dei consigli su come migliorare la comunicazione con Stefano.
a me è piaciuto molto e spero che sia piaciuto molto anche a voi. 
Lei prof ha chiesto nella domanda numero 2, all' inizio, chiede come si fa a dimostrare che " Rain Man", alla conclusione del film, abbia instaurato con suo fratello un rapporto. Secondo me lo si può dimostrare ricordandosi la parte in cui "rain" dice:"charlie mio migliore amico". (continua)
Il film RAIM MAN mi è piaciuto molto!
La cosa che mi ha colpito tantissimo di RAYMOND è che lui una volta vedendo per sbaglio una cameriera al bar aveva fatto cadere degli stuzzicadenti per terra e lui sapeva già il numero degli stuzzicadenti che erano caduti
Non vi sembra anche a voi incredibile?!!!!!![]()
Il film "Rain man" é stato molto bello. Il comportamento dell'altro fratello protagonista era molto significativo nei confronti di Raymond che si faceva capire ad esempio quando aveva paura di qualcosa e lo faceva capire attraverso delle lesioni su di sé . Alla fine della storia Charlie aveva creato una specie di legame con R. perché lui aveva detto la frase (che a me ha colpito molto ) molto significativa cioè " Charlie mio migliore amico " che finora non l'aveva mai detta! La frase che mi ha colpito di più è stata " noi due siamo una famiglia " cioè rispettarsi uno col l altro . All' inizio del film Charlie pensava che R. fosse " stupido " ma dopo si è accorto che con il passare dei giorni lui era una persona unica nel suo genere.
Aabbiamo visto che Ch. all? inizio del film non dimostrava tenerezza nei confronti di R. ma dopo ha capito che doveva dimostragli amore e simpatia anche se aveva tutte le sue manie (pasto alla stessa ora, le ciabatte in ordine.....) aveva diverse paure (acqua calda , volare.....); ma infondo è un autistico no ?
Una particolarità di Raimond è l' intelligenza matematica che non tutti i ragazzi autistici hanno, solo quelli "ad alto funzionamento" come ci ha detto Valentina, l'insegnante del nostro compagno Stefano.
Una scena che mi ha particolarmente colpito è quando i due fratelli erano al bar e la barista ha chiesto che cosa volevano e Raymond ha capito, dal numero di telefono, l'indirizzo della persona perchè l'aveva letto dall' elenco telefonico . E un altra scena " impressionante " è quando alla barista gli sono caduti gli stuzzicadenti e lui ha saputo dire immediatamente il numero che se non mi sbaglio erano in tutto 160 e lui aveva detto 154 perchè nella scatolina ne erano rimasti 6.... impressionante!!!.
Ciao
Il giorno 16 marzo 2010 abbiamo visto il film “Rain Man”. La prof Giusepponi ci ha fornito tutti gli strumenti fondamentali per vedere il film. Nel film si parla di un uomo autistico di nome Raimond.
Raimon ha un fratello che si chiama Clark. La scena che mi ha colpito di più è quando Raimond è dal dottore e dopo diversi esercizi per vedere di cosa era capace il dottore gli fa una domanda la cui era se sapeva che era autistico e Raimond gli risponde di no con una risposta definitiva che diveva che lui non poteva assolutamente autistico. Di forme di autismo ce ne sono diverse,infatti Raimond era unico perché come dice suo fratello in diversi casi lui era un fenomeno nel campo matematico.
Raimond è anche uno dei tanti autistici che non riesce ha trasmettere le sue emozioni e non sa cosa fa anche se cosciente. Clark all’inizio del film era interessato solo dai soldi,infatti incontra Raimond perché dopo la morte del padre egli ha reditato 3.000.000 di dollari e pensando di ottenere la sua parte di eredità va al suo istituto per autistici anche se non sapeva chi era,anzi non sapeva proprio d’averlo;ma col passare del tempo Clark riesce ad avere un rapporto con Raimond,infatti alla fine quando Raimond parte con il treno con la destinazione del suo istituto Clark si commuove e gli viene da piangere anche se trattenuto;unaltra cosa che conferma ciò che ho detto è quando dice che non vede l’ora di andarlo a trovare. Questo film è stato molto istruttivo,piacevole da vedere e un po’ commuovente.
Rain man
Nel film “Rain man” mi ha particolarmente affascinato il cambiamento di relazione tra Charly e Raimond (il fratello autistico), perché inizialmente per Charly, dopo la morte del padre e la scoperta di un fratello (Raimond) che avrebbe dovuto ereditare 3.000.000 di euro, Raimond era solo un affare!!!! ma poi nel corso della loro convivenza forzata si è cominciato a costruirsi un legame d’affetto l’uno con l’altro.
Infatti Charly cominciò a rispettare le manie di questo nuovo familiare: lo zaino, le mutande, il letto e le scarpe messe in una certa maniera, iprogrammi televisivi ad una certa ora, cibi assolutamente obbligatori sulla tavola come lo sciroppo d’acero; e poi il quaderno/diario degli eventi, gli stuzzicadenti, le figurine, i libri, i pennarelli, ecc
aveva anche tante paure: l'aereo, la pioggia, l'acqua calda, l'autostrada con il traffico e gli incidenti, il rumore, il contatto fisico....Poi si doveva sorbire le sue fastidiose ripetizioni di frasi sui suoi suoi piatti preferiti, sul vestiario, sulla programmazione televisiva, sui ricord.....i
Secondo me questo film voleva dimostrare che anche se una persona è autistica e non si potrà mai capire precisamente cosa pensa in un determinato momento in cui stai relazionandoti con lui ....riuscirai comunque a costruire un legame affettivo con lui, infatti, nel film, verso la fine, Raimond dice a Charly "tu se il mio migliore amico".
Questo film lo consiglio a chiunque, perché fa capire un problema che non si è trovato modo di risolvere ma che almeno si deve riuscire a capire come meglio affrontarlo.
Ciao a tutti, Greta. 
Noi a scuola abbiamo visto questo film perché stiamo trattando le tematiche legate alle relazioni interpersonali e tra queste ci sono anche quelle da costruire con le persone che hanno delle difficoltà come il nostro compagno Stefano che è autistico.
Torniamo al film però.
I protagonisti di questo film sono Raymond e suo fratello Charlie ;
R.è il protagonista autistico: che non sia completamente uguale a noi lo si vede dai comportamenti abbastanza "strani" come ad esempio l’avere molte manie, la ripetizione di frasi, l’avere paure strane…
Come ho detto lui ha molte manie tipo: il suo letto deve stare sempre vicino alle finestre, alla colazione deve avere sul tavolo sempre lo sciroppo d’ acero, vuole guardare sempre gli stessi programmi televisivi, avere le scarpe sempre vicino al letto…
Inoltre ha tante ossessioni tipo quella dell’acqua bollente, il rifiuto del contatto fisico, di volare in aereo, di uscire con la pioggia ecc...
Il film mi ha fatto capire che le persone autistiche non sempre sono a loro agio ma fanno difficoltà a esprimersi, a stare con gli altri , a comunicare; e molte volte hanno bisogno di sicurezza.
Nel film si capisce molto che il legame tra i due fratelli si compone mano a mano; si capisce tanto quando gli insegna a ballare, quando gli fa uno scherzo quello di non mettere lo sciroppo sulla tavola o quando cerca in tutti i modi di tenerlo con sé non più per i soldi ma proprio perché si è formato questo legame.
Ho notato che nel film il fratello dice a R. “noi siamo una famiglia”- secondo me qui, in questo punto, ci vuole far capire che Raymond ormai è diventato ufficialmente una persona dello stesso sangue e con gki stessi genitori mentre perché una volta, all'inizio, aveva detto che sapeva che R. era della famiglia ma solo per lo stesso cognome.
Le scene che mi hanno colpito di più nel film sono in realtà due :
la prima quando la fidanzata di Charlie gli insegna a ballare e l’altra quando lo stesso Ch. lo vuole tenere con sé e fa di tutto per farsewlo assegnare.
Il film mi è piaciuto molto lo consiglierei anche ad altre persone perché ti insegna molte cose e perché anche è un film bellissimo!!!
A PRESTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao a tutti,
io credo che l'esperienza fatta oggi con il nostro compagno Stefano Porta, ci abbia aiutato molto a fare dei collegamenti fra il film "Ray Man" e appunto la nostra esperienza con Stefano. Stare in classe con lui oggi (22-3-10) non è stato difficoltoso. Io credo che quando si parla di ragazzi autistici e li confrontiamo con noi non ci dobbiamo definire "normali" rispetto a loro, perche essi sono uguali a noi.
Abbiamo visto come Stefano ha degli atteggiamenti diversi da Raymond, anche se pur non parlando si fa capire lo stesso con gesti ed espressioni. Oppure abbiamo visto che Stefano ha un quaderno con tutte le foto o le immagini dei cibi, degli ambienti o delle persone che lo circondano. Difatti quando lui si deve recare in un luogo la sua educatrice, Valentina, gli indica con la mano sull' immagine, ad esempio, il luogo dove si dovrà recare in seguito. Valentina ci ha spiegato anche, che prima di uscire lei indica sempre a Stefano il diario così lui capisce che è ora di andare a casa.
P.S.= questa esperienza è stata bellissima
un grosso saluto a tutti...

Ciao a tutti,
a mio parere il film “rain Man” è stato molto istruttivo e commovente
, mi ha aperto gli occhi su un
mondo completamente diverso da quello in cui vivo, ma soprattutto mi ha fatto tenerezza Ray
quando Charlie lo trattava male e non si curava di lui., dei suoi problemi, ma alla fine Charlie ha
capito come doveva trattare il fratello e lo assecondava nei suoi “riti” e lo aiutava nei momenti dif-
ficili. E’ stato un film molto interessante e profondo, davvero bello.

Lo consiglio a tutti, ma soprattutto consiglio a tutti me compresa di impegnarci a costruire un mondo
Migliore dove anche le persone con problemi possono sentirsi amate e trattate come esseri umani.
(da continuare........)
Ho trovato il film RAIN MAN un film dai dolci sentimenti con un interprete Raymond che ha saputo emozionare e commuovere con i suoi gesti meccanici, le sue parole ripetitive ed i suoi sguardi persi, che ha saputo trasformare un fratello Charlie, da persona spavalda, sicura di sé, sfruttatore, e soprattutto piena di rancore per non aver ottenuto nulla da parte di suo padre a persona dolce e premurosa, capace persino di provare dei sentimenti di amore verso qualcuno tanto diverso da lui.
Charlie dopo il lungo viaggio fatto insieme al fratello Raymond, l’uomo della Pioggia, così come lo ricordava nei suoi sogni di bambino, si sente trasformato, capisce di avere una famiglia, capisce di aver instaurato un legame profondo ed indissolubile tra lui ed il fratello Raymond, capisce che mai potrà scordare gli insegnamenti ricevuti dal contatto con un mondo a lui sconosciuto e diverso dal suo, ecco secondo me la citazione della professoressa “noi siamo una famiglia”.
…..
Ciao a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e al prossimo film
Il film "Rain Man" o in italiano "l' uomo della pioggia" è stato un film davvero fantastico ma soprattutto istruttivo
che consiglio a chiunque stia leggendo il forum in questo momento.
Il protagonista è appunto come dice il titolo Rain Man, che sarebbe una persona normalissima se non avesse la sindrome di Asperger, più comunemente chiamata "autismo" o "spettro dell' autismo".
Tutte le persone affette da autismo, sia chi con forme molto gravi, sia chi con forme più leggere dipendono dalle altre persone
Ed ora passo a rispondere alle proposte di discussione della prof:
1)Ogni persona autistica ha le sue fissazioni o comunque delle piccole manie eccone qualcuna di Raimond:
ogni giorno deve vedere dei programmi alla televisione, soprattutto il programma "rischia tutto"
la luce si deve spegnere alle 23.00 in punto
ogni volta che deve mangiare le frittelle ci devono essere lo sciroppo d' acero e gli stuzzicadenti sul tavolo...
Tutto ciò per fare capire come sono schematici e calcolatori gli autistici e se qualcuno di questi schemi non viene rispettato ci si deve aspettare una reazione piuttosto spaventosa quanto sorprendente, un esempio:
verso la fine del film scatta l' allarme antincendio che lo manda in crisi e lui ricade in una situazione di disorientamento e di autolesionismo: infatti comincia a sbattere molto forte la testa contro il muro e se non fosse intervenuto il fratello si sarebbe danneggiato gravemente.
2)Si può capire che il fratello ha la sensazione di avere comunque stabilito un legame con l' uomo della pioggia alla fine del film quando è molto dispiaciuto per la partenza di Raimond e lo si vede molto commosso.
3)la frase "noi due siamo una famiglia" se non sbaglio anch' essa viene pronunciata verso la fine del film quando parla a tutti i dottori dell' istituto e vuole convincerli che Raimond se la caverebbe benissimo anche vivendo con lui.
4)Io ho provato molta tenerezza
verso Rain Man, perchè sono dell' idea che le persone come lui non devono essere isolate dalla gente, e soprattutto da noi che siamo le future generazioni, ma devono essere rispettate e si deve dedicar loro molta più attenzione rispettando le loro esigenze e i loro ritmi anche più degli altri perchè avere un handicap non vuol dire più nella società di oggi essere una persona inutile ma solamente una persona dotata di capacità diverse dagli altri.
Non siete d' accordo con me??![]()
La visione del film "Rain man" mi ha molto emozionata.
parla dell’incontro tra due fratelli, avvenuto quasi casualmente, dopo la morte del loro padre.
Charlie è il fratello minore, non sa di avere un fratello e non ha mai avuto un buon rapporto con il genitore. A sedici anni la situazione si era talmente complica che Charlie scappò di casa.
Quando gli comunicano che il padre è morto non mostra molto dolore. Va al funerale e, successivamente all’apertura del testamento, apprende di aver ereditato solo una macchina e un roseto, mentre tre milioni di dollari sono destinati a un beneficiario, che poi scoprirà essere un medico di una casa di cura, Wallbrook.
Casualmente scopre che lì vive suo fratello, Raymond, di cui lui non conosceva neppure l’esistenza. Raymond è affetto da autismo e rivela sin dal loro primo incontro alcune sue manie. E’ stato un po’ spiazzante entrare in questa realtà, perché non avevo mai avuto modo di confrontarmi con persone affette da autismo.Charlie decide di portare via Raymond, inizialmente solo perché interessato ai suoi soldi.
Devo dire che nella prima parte del film Charlie è veramente insopportabile. Si mostra egoista e dà veramente fastidio vederlo arrabbiarsi con Raymond. I suoi scatti d’ira, le sue uscite stizzose, i suoi sorrisini sarcastici sono proprio fuori luogo.
Raymond, al contrario, mi ha fatto subito una grande tenerezza. Le sue manie, le sue paure, le sue ansie per cose “normali” mi hanno fatto capire come spesso noi non ci accorgiamo che ciò che noi definiamo normale, senza insidie o paure, per alcune persone invece può essere "altro".
Devo dire però che Charlie cambia quasi subito atteggiamento. Se nei primi momenti trascorsi con Raymond cerca di assecondarlo per convenienza, per non avere problemi, a mio avviso il primo segnale di vero interesse "umano" Charlie lo dimostra all’aeroporto, quando si rende conto della insuperabile fobia per i voli da parte di Raymond.
Qui io ho visto già il segnale di un amore fraterno. Con il passare del tempo Charlie scopre il mondo di Raymond, scopre le sue abilità strabilianti e ne rimane stupito, arrivando anche ad approfittarsene per vincere una grossa somma. Ma ormai fa di tutto per rendere Raymond felice: il succo d’acero prima delle frittelle, il letto posizionato sotto la finestra ecc.
Ho trattenuto a stento le lacrime
quando Raymond rivela a Charlie che è lui “l’uomo della pioggia” e insieme cantano la canzoncina che Raymond era solito cantare a Charlie. A mio avviso questo è il punto che segna il saldarsi del loro legame, è qui che si capisce che il legame fraterno sarà indistruttibile.
Da questo momento fa tenerezza vedere come Charlie lotterà ancora di più per tenere Raymond con sé, e non più per i soldi, anche se ne avrebbe veramente bisogno, visto la sua situazione economica. Charlie riconosce in Raymond la sua famiglia e lo dice -“noi siamo una famiglia” con molto sentimento, evidenziando il suo bisogno di affettività familiare...
Anche Raymond avverte il legame profondo, infatti si lascerà toccare da Charlie quando gli insegnerà a ballare e quando resteranno soli nello studio si lascerà accarezzare la schiena e lascerà che le loro teste si incontrino. Non l’aveva mai permesso a nessuno!
Mi sono molto commossa nella scena in cui Charlie accompagna Raymond al treno: Charlie sa che Raymond ha bisogno di vivere in una struttura che lo protegga, sa che purtroppo lui non potrebbe seguirlo bene, ma è ugualmente molto triste.
Tra i due, mi ha fatto molta più tenerezza Charlie, perché appare proprio dispiaciuto, cambiato radicalmente sensibilità rispetto all’inizio del film.
Anche però vedere Raymond che lo ascolta, che conta il tempo che manca al loro prossimo incontro scandendo giorni, ore, minuti e secondi, sembra qualcosa di più della solita abilità della sindrome di Asperger: c’è la percezione di un nuovo mondo che si è aperto per entrambi. Raymond ha percepito che Charlie lo ama!
Se non avete visto questo film, non aspettate oltre…
Concordo molto con quello che ha detto Davide Restelli specialmente nella parte in cui cita il cambiamento di carattere da parte di Charlie nei confronti del fratello Raimond.
Credo che la fine del film sia poco soddisfacente dal punto di vista dei film normali ma dal punto di vista della realtà è stato meglio così per Raimond.
Lunedì 22-3-2010 le classi prima A e prima B hanno fatto uno scambio di aule per far conoscere ai ragazzi di prima B il compagno affetto d'autismo della classe prima A.
L'insegnante di Stefano, Valentina, ci ha presentato le caratteristiche dell'autismo in tutte le sue forme e i suoi aspetti riferendosi in particolare a Stefano mentre lui, tranquillamente seduto al suo posto, continuava a fare le sue attività di cui oramai è esperto; capiva di essere al centro della nostra attenzione, ma non capiva ciò di cui noi stavamo parlando.
Riferendosi al film di Rain man, Valentina, ci ha spiegato che in quel caso raimond era affetto d'autismo "ad alto funzionamento" una forma molto diversa da quella del nostro compagno che invece ha la caratteristica di capire i sentimenti che una persona prova, ed è molto affettuoso.
Questa esperienza mi ha colpito molto, soppratutto, mi ha colpito particolarmente il quaderno con tutte le foto, la segnaletica che aiutano la comunicazione e l'apprendimento di Stefano.
Spero di poter ripetere l' esperienza perchè l'ho gradita molto. Ciao!
Ieri 22 marzo noi della IB siamo andati nell'aula della IA per approfondire l'argomento trattato dal film e discusso in classe: l'autismo.
Abbiamo tenuto un incontro informativo relativo ad un nostro compagno di nome Stefano che è toccato da questo problema. La sua insegnante di sostegno ci ha spiegato molte cose sulle forme di autismo esistenti e ci ha spiegato quali sono le risorse di Stefano e quali sono i suoi rituali di vita; ha fatto capire quali sono i problemi di comunicazione e di insicurezza che deve affrontare.
Ho provato a fare un confronto con rain man ed ho notato come le persone di questo genere abbiano bisogno di sicurezze e ripetere i loro modi di fare per creargli un costante ambiente personalizzato e così evitare da parte loro reazioni troppo brusche che potrebbero causargli dei mali fisici.
i è stato utile per approfondire questo argomento. 
ciao a tutti!
Questo film a me é piaciuto molto, perchè mi ha fatto capire che ci sono bambini molto sfortunati, per esempio quelli affetti dal problema dell' autismo.
Ho visto nel film Rain man il protagonista che ripeteva sempre le stesse cose, ma aveva una mente molto matematica.
Io non avevo mai visto un film così commovente e così bello in tutta la mia vita! Peccato che non ho visto la fine, anche se poi le mie amiche me l'hanno raccontato, ma non è la stessa cosa!!!
Mi faceva molta tristezza Raymond, il fratello di Charlie.
Stavo quasi per piangere!!!
Ieri poi siamo andati in 1 A, dove c'era un ragazzone di nome Stefano che aveva di fianco la sua professoressa che si chiama Valentina che ci parlato un po' del problema dell'autismo, ed io ero molto interessata a questo fatto che purtroppo esiste nel mondo.
Volevo ringraziare la professoressa d'italiano Giusepponi per averci fatto vedere questo film molto interessante, che ci ha illuminato su molte tematiche legate ai questo problema: l'autismo che non è che passa come il raffreddore o la febbre, ma dura per tutta la vita che così diventa davvero molto brutta se noi "normali" non ci diamo da fare per rendere più lieve e serena l' esistenza delle persone che ne soffrono!!!!!un bacio.
prof lo può cancellare?
questo mio compagno mi ha fatto uno scherzo
non lo pubblichi
Ciao a tutti, il film rain man mi è piaciuto tanto perché mi fa capire come si comportano gli autistici e come li dobbiamo trattare: all’inizio del film Charlie, il fratello minore di Raynmond (l’autistico) lo vuole con sé solo per i soldi ereditati dopo la morte del padre, e non perché voleva realmente "farlo sentire a casa”!!
Poi però con il passare del tempo Charlie comincia a voler bene sul serio a suo fratello, trattandolo con attenzione come in istituto, mettendogli le scarpe ai piedi del letto, mettendogli lo sciroppo d’acero sulla tavola prima che arrivassero le frittelle, comprandogli una televisione portatile per seguire i suoi programmi preferiti come in istituto…
Mi ha colpito tanto li cambiamento del carattere di entrambi: infatti alla fine del film Raynmond dice:”Charlie mio migliore amico”-
Mi ha sorpreso anche quando erano al bar e sono caduti gli stuzzicadenti e lui in pochissimi secondi ha detto quanti ne erano caduti.
Con la frase “noi due siamo una famiglia” secondo me intendeva che loro ormai erano soli, allora si devono amare e sostenere a vicenda.
Nel film Raynmond viene soprannominato rain man (uomo della pioggia) secondo me perché Raynmond non vuole uscire quando piove, magari perché ha solo paura che gli faccia qualcosa… Comunque spero che riuscirete a vedere questo splendido film. Ciao a tutti Chiara.
Ciao!
Il film Rain man come ho già detto nel mio primo intervento mi ha fatto capire molte cose sulle persone autistiche perchè ora so come comportarmi con loro, e conosco certe loro caratteristiche e abitudini.
Il film Rai man mi è piaciuto moltissimo, perchè in alcune parti è stato commovente, ad esempio quando il fratello stava vicino con attenzione ed affetto a Raymond.
Mi è piaciuto molto e spero che anche a voi!
Ciao alla prossima volta
"rain man"secondo me.......

La mia classe , insieme alla classe 1B, ha visto il film “Rain man” durante l’attività di cineforum .
Abbiamo scelto di vedere questo film anche per riflettere sulle difficoltà legate alla sindrome autistica poichè abbiamo un nostro compagno in classe di cui vogliamo approfondire la conoscenza per essergli più vicini.
La storia l'ho trovato molto interessante, soprattutto nella parte in cui si vede che i due fratelli protagonisti iniziano a recuperare il tempo perduto rispetto dopoo che il padre li aveva allontanati pensando che R. potesse far del male a Charlie. Ora c'è dell'affetto infatti nello sviluppo della vicenda si vede la trasformazione in positivo del rapporto tra Raymond e Charlie a differenza dell'inizio della storia dove Charlie raggiunge Raymond solo perché è interessato al patrimonio economico di famiglia che il padre ha lasciato all’ istituto dove è ricoverato suo fratello autistico.
Raymond è una persona sensibile, con un’ eccellente memoria e una passione per i numeri e la matematica; ha molte manie , segue dei riti precisi compiendo spesso molti gesti ripetitivi; a causa del suo problema, ha un forte bisogno di essere continuamente rassicurato.
Questo comportamento di Raymond mi ha suscitato tanta simpatia e tenerezza, perché a volte sembrava quasi in un mondo tutto suo e si comportava come se fosse un bambino.
Secondo me la frase “noi due siamo una famiglia” sottolinea l’affetto che alla fine del film lega Charlie al fratello , tanto che lui perde poi l’interesse per il patrimonio famigliare e fa in modo che Raymond resti nella clinica per il suo bene , per evitare che venga continuamente interrogato dagli esperti.
ciao alla prossima.... 


Lunedì abbiamo incontrato Stefano, ma per me non è stato un primo incontro, in quanto alla Scuola Primaria avevamo fatto un laboratorio di modellaggio insieme. Ricordo con quanto stupore osservavo la sua capacità di lavorare il pongo come se non ci fosse nessuno intorno.
Anche lunedì mi ha soprattutto colpito questa sua capacità di vivere in un mondo tutto suo, di sapersi isolare anche solo con un laccio di scarpe. Come mi ha colpito molto la sua velocità nel comporre le letterine. C’è stato un momento in cui Stefano ha alzato gli occhi e si è guardato intorno, incrociando anche il mio sguardo. In quel momento mi son chiesta a cosa stesse pensando e anche chissà se pensasse qualcosa di me. Ed è con un po’ di tristezza che ho realizzato che purtroppo lui non me lo dirà mai.
Mi ha fatto però molto piacere vedere che lui percepisce l’affetto che lo circonda. Che tenerezza infatti vederlo ricercare, così grande, le coccole
di Valentina…
Sono d'accordo con te Maddy per certe cose , ma la tua frase finale non mi convince perchè hai detto che "Ed è con un po’ di tristezza che ho realizzato che purtroppo lui non me lo dirà mai".
Non sono d'accordo
perchè lui comunica con noi se non proprio verbalmente comunque coi sorrisi , con le espressioni facciali...e a me arrivano come se mi trasmettesse il suo stato d'animo di quando è felice o meno contento...
Per il resto sono perfettamente in linea con te poichè anch'io ho condiviso come tu racconti un laboratorio di modellaggio insieme.
Verissimo. Ricordo che ci divertivamo a modellare forme strane e ricordo anche che a lui sempre facevamo un caloroso applauso per le sue "originali" composizioni col pongo.
Mi pareva molto divertente perchè ogni volta era una composizione diversa.
La mia preferita era quando pioveva e lui aveva composto gocce di pioggia . MA ERANO UGUALI A QUELLE VERE!!!
ERA UN VERO SPETTACOLO tant'è che alla mostra di fine anno volevo proprio comprarle!!!!!
Che Stefano comunichi attraverso altri canali che non sia quello della parola l'avevo capito anch'io
Ma vuoi dirmi che non poter usare la parola non è un limite?
Vuoi dirmi che si potrebbe discutere e far valere le proprie opinioni in maniera altrettanto chiara e semplice anche senza ricorrere all'uso delle parole?
Io non lo penso. Non so se ti sia mai capitato di non poter parlare anche solo per qualche giorno.
A me sì, dopo l'intervento di tonsillectomia!
Ti assicuro che è stato un calvario!!!
sono daccordo con te
Raymond è un autistico ad alta funzionalità infatti ha delle grandi abilità matematiche e di osservazione. Lui ha diverse manie come per esempio il letto vicino alla finestra, lo sciroppo d'acero prima delle frittelle, gli stuzzicadenti sulla tavola, gli orari...
Ma contemporaneamente Rain ha molte paure: la paura degli incidenti, del traffico, dell'aereo, della pioggia, dell'acqua calda, dell'autostrada, del contatto fisico.....
Lui ha diversi modi di comunicare e apparentemente sembra che non dovrebbero esserci impedimenti perchè se la cavi da solo nella vita. Infatti comunica coi segni grafici, fa disegni, parla, si muove, gesticola, sente i suoni e i rumori. Eppure ci si accorge presto che qualcosa di grave gli impedisce di adattarsi alle persone, alle sorprese della vita
Charly, alla fine crea un legame molto stretto con Rain perché ormai previene tutte le sue esigenze e gli dà sempre sicurezza quando va in confusione o si spaventa.
La frase “noi due siamo una famiglia” è una frase molto profonda e fa capire il cambiamento del personaggio di Charly, e inoltre fa capire che due soggetti diversi come Charly e Rain possono voler convivere, aiutarsi, mangiare insieme, fare esperienze di viaggio ecc.
Il finale di questa storia è leggermente triste perché i due fratelli si lasciano, e fa anche piangere . Il fatto che Rain non capisca cosa stia succedendo e che non prova sentimenti negativi fa proprio pena. Charly però rassicura Rain dicendoli che sarebbe andato a fargli visita all'istituto.
Questo film mi è piaciuto molto, ma credo che sia stato un po troppo romanzato, americanizzato e in qualche punto anche comicizzato.
Spero che questo film sia piaciuto a tutti e che abbia fatto capire che cosa vuol dire prendersi cura di ragazzi con questa sindrome: è un compito impegnativo da una parte ma che porta ad un legame affettivo come si vede qui nella storia
Il 16 Marzo per il cineforum abbiamo visto un film bellissimo Rain Man ( L'UOMO DELLA PIOGGIA).
Questo film e' stato per me molto interessante e lo consiglierei sicuramente.
MEDITATE... MEDITATE SULLE CONSEGUENZE!!
A me pare che il film si modifichi completamente nella solita mentalità materialista...
Dustin Hoffman, l'attore principale, anche da autistico ha un suo fascino, tanto da far colpo su una donna. Ed è qui che l'immagine dell'autistico si trasforma quasi in un sogno, e smette di essere drammatico...fino al finale
molto commovente..
I due attori entrambi mi hanno sorpreso..Cruise molto nella parte e la sua evoluzione del personaggio è fenomenale; però è lui che deve tenere testa ad un Hoffman eccezionale!!.
Storia ben costruita per dare spazio comunque all'elemento più importante del film,ovvero ai due personaggi principali che ruotano attorno a rabbia, stupore, amore, paure...
Volevo non finisse più...il finale ti lascia spiazzato....invece ti tocca staccare gli occhi dallo schermo dicendoti :"No,finisce così? Non è possibile!"- senza nulla togliere al giudizio generale sul film che è sorprendente, accattivante, coinvolgente..questo è Rain Man! una pellicola che, nonostante le due ore e un quarto non stanca mai.
Raymond è un autistico "ad alto funzionamento", e ha delle grandi abilità sia nell'ambito matematico sia nella capacità di osservazione e subito dopo nella memorizzazione. Lui però ha anche delle manie tipo: il letto vicino alla finestra, gli orari dei suo programmi nella tv e nelle sue cose, gli stuzzicadenti devono essere tutte le volte a tavola ecc...
Accanto a questi lati purtroppo Rey aveva anche delle paure che non riusciva a trattenere: per l'aereo, per l'acqua bollente, per il contatto fisico, l'autostrada, gli incidenti ecc...
Alla fine del film Charly riesce a trovare un rapporto molto stretto e affettuoso con suo fratello, riuscendo anche a capire tutte le sue esigenze e a risorvergliele dandogli sicurezza.
Nel film la frase che mi ha colpito di più è stata: " Charly è il mio migliore amico", questa frase come tante altre ti penetrano nel cuore facendoti capire come si vogliono bene due fratelli anche se è come se vivessero in un mondo separato.
Questo film mi è piaciuto molto perché ti trasmette anche molti sentimenti non proprio usuali, tipo: la pazienza, la spinta a far le cose per il loro bene, la consapevolezza della fragilità e della malattia umana ecc...
Io consiglio pienamente di vedere questo film a tutti quelli che sono incerti e di vederlo con attenzione per estrapolare tutti i sentimenti e le cose belle che comunica.
Ciao a tutti...
volevo dire che oggi la prof. Giusepponi, ci ha letto alcune pagine del libro "Pulce non c'è".
Ciò che mi ha colpito del libro è come la gente a volte non riesca a capire queste persone affette d'autismo...
Ad esempio: nel libro diceva, che l'insegnante aveva dato a Pulce delle poesie da studiare, ma come fa una bambina affetta d' autismo a imparare delle poesie a memoria se non sa parlare e non riesce a comunicare?
Io mi chiedo dove fosse la logica di questa scelta dell'insegnante di Margherita (Pulce appunto).
Un altro esempio che veniva illustrato nel libro, che però può essere compreso in quanto si tratta di bambini, è la curiosità morbosa con cui questi bambini al parco guardavano PULCE e la sorella, e come erano troppo duri con lei, definendola un "mostro" ("Arriva il mostro, arriva il mostro!!!) quando PULCE aveva delle crisi oppure urlava, senza capire il perchè Pulce usava questo linguaggio aggressivo.
"Pulce non c'è" è davvero un ottimo libro, per quanto ho potuto capire dalle letture della nostra prof.
Un mega saluto a tutti
Carda sono daccordo con te in effetti è davvero impressionante come Raimond riesca a contare in un solo colpo d'occhio tutti gli stuzzicadenti o quando ricorda le carte mancanti.
Un vero
della matematica e della logica!!!
Ciao a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dopo aver assistito al'incontro con Stefano e Valentina, la sua insegnante di sostegno, ho avuto modo di conoscere meglio il mondo in cui vive Stefano.
Io Stefano lo conosco fin dall'asilo me addirittura alle elementari eravamo nella stessa classe; quindi ho molti ricordi comuni, ad esempio in quarta elementare aveva cominciato a dire: -"ma" e "papà", però lo diceva a chiunque gli chiedesse: - "chi sono io?".
Nel tempo ha perso anche queste due parole ed ora si esprime solo a gesti a sorrisi, occhiate furbette o timide e ovviamente con urla o suoni rumorosi quando deve esprimere un disagio.
Un'altra volta ricordo che quando andavamo in palestra le insegnanti delle elementari Annamaria e Francesca, ci facevano fare, uno alla volta, gli esercizi con Stefano e lui a volte li faceva volentieri, altre volte meno e in questo caso noi lo prendevamo per mano e cercavamo di accompagnarlo nel percorso assegnatogli. Oppure una volta Francesca invitò noi e Stefano a fare dei dolci e anche lì, con il nostro aiuto, lui ci riuscì.
In conclusione voglio dire che avere avuto Stefano in classe è stato un arricchimento, sia perchè ho avuto il privilegio di conoscere Stefano che è dolcissimo, quando tutto gli va bene, sia perchè ho potuo apprendere come comunicano gli autistici sia perchè ho imparato che le persone possono, con pazienza, essere coinvolte indipendentemente dalle loro diversità, l'importante è non emarginarle. 
Non credete anche voi?
Oggi la Prof.ssa Giusepponi ci ha letto alcune pagine del commovente libro "Pulce non c'é".
Sono stati attimi molto intensi e emozionanti. Mi ha fatto molta tenerezza l'atteggiamento protettivo della mamma di Pulce, la sua forza e la sua tenacia nell'affrontare la disabilità della figlia.
Come ho provato rabbia nel sentire che al parco giochi Pulce venisse spesso osservata con occhi curiosi e alla ricerca del "diverso".
Sicuramente continuerò la lettura, perché ormai la curiosità è tanta.
Oggi la Prof. Giusepponi ci ha letto alcune pagine del libro "Pulce non c'e" e mi ha fatto tenerezza Pulce che, essendo autistica, non comprendeva cosa volevano dire le parole:-"allarme e arrivato il mostro" e così si metteva a ridere. In realtà i bambini che le dicevano quelle parole la ritenevano "diversa" cioè, appena la vedevano, pensavano che fosse arrivata la "matta". Consiglio in particolare questo libro perchè, secondo me, ti insegna che i bambini autistici alcune volte non possono o non riescono a comprendere quello che diciamo, però per questo motivo non abbiamo il diritto di prenderli in giro, ma anzi di aiutarli e difenderli noi che possiamo.![]()
Non credete anche voi?
Il 16 marzo per il cineforum abbiamo visto il film "Rain Man" (l'uomo della pioggia)
Il protagonista del film è appunto Raimond una persona autistica e come tutti gli autistici ha moltissime ossessioni e manie: vuole sempre il letto di fianco alla finestra e le sue scarpe vicino al letto, guarda in TV sempre gli stessi pragrammi, svolge calcoli matematici a memoria, vuole gli stuzzicadenti sempre in tavola e porta sempre con se il suo zaino con penne e libri, Raimond si sente sicuro solo se programma la sua giornata. Ha anche tante manie come paura della pioggia, dell'acqua bollente, di viaggiare in aereo, del traffico, dei rumori assordanti e non vuole il contatto fisico.
Nel film i due personaggi Raimond e Charlie si scoprono fratelli solo alla morte del padre. Charlie che pensava di aver ereditato tutto il patrimonio di suo padre si ritrova un fratello autistico al quale suo padre ha lasciato l'eredità, all'inzio del film Charlie è infastidito da Raimond e dalla sua malattia ma alla fine del film, dopo aver attraversato e superato varie vicissitudini i due fratelli si scoprono uno affezionato all'altro, soprattutto nella scena in cui Raimond dice al fratello "ho scoperto un amico"
All'inizio del film i due fratelli sono due estranei in comune hanno solo il cognome, piano piano Charlie si affeziona a Raimond rinunciando persino ai soldi dell'eredità pur di non abbandonarlo si è attaccato a lui e ha imparato a volergli bene è Raimond la sua famiglia.
Questo film mi ha molto emozionato e mi ha avvicinato ancora di più ad un mio compagno di classe Stefano che come Raimond è affetto da autismo, so adesso che anche lui ha bisogno di attenzioni e di essere protetto, di tenerezza e sono sicuro che anche lui a suo modo ricambierà verso di noi il suo affetto.
Ho deciso di rivedere al più presto questo film.
ciaooo
"RAIN MAN"
In queste tre righe spiegherò brevemente il film: Charlie Babbit , giovane commerciante d'auto, scopre, dopo la morte del padre, che l'unico erede dell'immenso patrimonio familiare è Raymond , un uomo affetto da autismo,
che scopre essere suo fratello maggiore.
Piano piano Charlie si affeziona a lui, grazie anche all'aiuto della sua fidanzata Susanna,
scoprendo che lo strano personaggio che gli cantava le canzoncine da bambino e che egli chiamava Rain Man (una storpiatura del nome Raymond) pensava fosse frutto della sua fantasia, e invece non era altri
che suo fratello.
Questo film mi è piaciuto e mi ha emozionato. Non credevo che un uomo al primo impatto così spregevole cambiasse grazie alla magia che compie l'affetto. Infatti Charlie ha ben presto una svolta sia di comportamento che di sentimenti nei confronti di Raymond. Dapprima lo usava solo per avere i soldi poi nello scorrere dei giorni Charlie gli porta rispetto e affetto.
La scena più bella e commovente del film
è dove Raymond fa capire a Charlie che è lui "l'uomo della pioggia" ossia "rain man" e che quando era piccolo gli cantava le canzoncine.
Lunedì 22 marzo la prof.ssa Giusepponi ci ha portato nell'aula della 1^A per fare un incontro con l'educatrice di Stefano, in cui si potevano ascoltare informazioni sulla sindrome di cui soffre questo compagno cioè dell'autismo facendo il confronto con un altra tipologia di autismo che avevamo visto nel film Ray man .
La differenza apparentemente è abbastanza notevole poichè il tipo che ha Ray è la sindrome di Asperger e invece quello che ha Stefano non prevede la comunicazione verbale ; infatti Stefano con le persone che lo circondano comunica solo tramite la gestualità, il pianto, l'espressione oppure delle immagini su un quaderno che contiene foto di cibi e di bevande etc... Questo quaderno insieme ad una tabella di segni convenzionali viene sempre messa a portata di mano.
Difatti quando Stefano deve recarsi in un altro luogo che non sia l'aula Valentina gli indica il luogo in cui lui deve andare e se cambia insegnante indica anche chi lo prenderà in carico nell'ora seguente....
Questa esperienza mi è piaciuta molto perchè mi ha fatto capire il modo con cui comunicano le persone cosidette "diverse"da noi. Ma alla fine non è che siano tanto diverse da noi.....
Un saluto a tutti 
Mi metto al posto della madre di Margherita (Pulce) protagonista del libro "Pulce non c'è" per farvi capire che coloro che hanno differenze fisiche o biologiche rispetto alla "norma", non hanno una vita facile:
"_Noi non facciamo nulla di male a portare i nostri figli in giro, non “disturbiamo” nessuno e non togliamo niente a nessuno.
Se le persone non accettano la diversità dei nostri familiari è perchè non la capiscono o non la conoscono o più semplicemente perchè sono ottusi….
noi abbiamo il dovere verso i nostri figli di accettarli così come sono nel loro modo d’essere, ed è una delle cose che i nostri figli percepiscono realmente.
D'altra parte ogni giorno che passa mi rendo conto sempre più che è impossibile, per chi non lo vive, capire l’autismo."-
Qui nella nostra scuola noi LO VIVIAMO IL PROBLEMA DELL'AUTISMO E NON POSSIAMO IGNORARLO PERCHE' E' RAPPRESENTATO DA UN RAGAZZO IN CARNE ED OSSA COME NOI -
tutti siamo attenti alle esigenze di Stefano e ognuno di noi gli VUOLE BENE! Certo non ci comporteremmo mai COME HA FATTO IL RAGAZZO AL CINEMA DI TORINO CHE VOLEVA METTERE ALL'ANGOLO DELLA SALA MADRE E "PULCE" PER NON DISTURBARE GLI ALTRI SPETTATORI!!!!!!!!!!!
Oggi abbiamo fatto un secondo incontro con Stefano e Valentina. Non abbiamo avuto modo di parlare più di tanto perchè abbiamo provato un po' a turno a guidare la sua attività di classificazione delle immagini; però io mi sono posta due domande:-perchè l'autismo non è una "malattia" curabile? e l'altra:- fino a quanto si può guarire o mogliorare l'autismo? 
"Pulce non c'è"![]()
Purtroppo la diversità spaventa e spaventa ancora di più quando si vede una persona apparentemente sana avere comportamenti bizzarri tipici degli autistici. In questo caso la bambina viene guardata stranamente anche con simpatia e curiosità ma entra negli altri la paura e allora diventa naturale spostarsi o allontanarsi. Tutto questo perchè nessuno ha mai avuto l'educazione adatta per stagli vicino. E’ da leggere. Un bel libro che tratta un argomento serio, difficile e triste, che a tratti diventa allegro e quasi “divertente”. La storia viene raccontata con la voce di una ragazzina di 13 anni, che analizza ciò che sta succedendo. Un racconto reale e crudo, visto però con il punto di vista non eccessivamente drammatico di un’adolescente che racconta la sua esperienza di vita.
Ciao,
Oggi nell'ora "buca" di inglese abbiamo fatto un altro incontro con Stefano e Valentina e la prof.ssa Giusepponi ci ha letto un intervista alla madre di Pulce, molto toccante: faceva capire come la madre difendeva la ragazza autistica da tutto e da tutti e dimostrava la protezione che lei deve mantenere sempre pronta per tutelare i diritti di sua figlia.
Mi ha dato molto fastidio, quando lei raccontava l'episodio di quell' ignorante del biondino del cinema che le ha chiesto di spostarsi perchè Pulce, godendosi il film a cartoni animati, faceva gesti o urlava, quando non dava fastidio a nessuno.... Ma come non poteva sapere che un ragazzo/a autistico non si può spostare da un posto all'altro senza un motivo ben preciso e che ogni cambiamento gli crea tanto disorientamento??
In quel momento mi sono sinceramente vergognata per quel ragazzo del cinema. Che fastidio mi ha dato !!!grrrr 
P.S.= Questo lavoro sull'autismo mi piace molto e mi incuriosisce sempre di più, forse perchè è un "mondo" che anche se io non provo sulla mia pelle lo stesso mi spinge ad approfondirlo!!!! 
CIAO A TUTTI...
Stefano è un compagno di classe; è molto alto, ma con un fisico robusto, ha i capelli neri e corti; gli occhi marroni e un naso normale.
Stefano si diverte molto con il gioco degli incastri, è molto bravo quando distingue le carte, mette i colori verde e rosso; è molto intelligente, non fa del male, capisce cosa gli dice l'insegnante.
In palestra Stefano corre dietro a tutti , in fila. Mentre noi facciamo gli esercizi Stefano gioca con le macchine con le sue insegnanti. Qualche volta prova a lanciare la palla con le sue insegnanti, quando gioca con noi butta la palla fuori dal campo.
La sua insegnante ci ha raccontato che Stefano ha una malattia chiamata “Autismo” che non si conosce fino a tre anni. Stefano non sa parlare, ma capisce tutto; quando è felice ride e dove gli fa male qualcosa indica con le mani o piange.
A Stefano se gli urli si agita perciò con lui ci si deve comportare in modo tranquillo.
Quando ho giocato con Stefano mi comportavo bene e calmo; qualche volta lui sbagliava a mettere le figurine e così gli dicevo che era sbagliato.
Nel mio paese, in Albania, c'è un ragazzo che si chiama Aldar è vicino a casa mia, è autistico, ma a differenza di Stefano riesce a parlare e a raccontare le sue esperienze.
Ha 22 anni: mi ricordo che gli piacevano i film con arti marziali e i film con karate; una volta l'ho invitato a casa mia e abbiamo visto wrestling e gli piaceva molto.
Una volta all'anno va in Germania a controllarsi, prende le medicine che gli prescrivono i medici. La mia mamma gli ha detto se era bello in Germania e lui ha risposto di si e si ricordava tutto. Spesso sua mamma invitava mio fratello ad andare a casa sua per giocare con le macchinine.
Si capisce che è autistico ed è come Rain man. Anche lui parla tra sé. Se rimane a casa esce solo con la mamma, se vede qualcosa che gli piace la vuole, sennò piange come i bambini.
rispondo alle domande della prof:
il fratello alla fine pensa di aver un legame con l'uomo della pioggia perchè incomincia ad abituarsi al suo carattere esempio all'inizio Charly non ce la faceva più ma poi ha trovato un bel rapporto con l'uomo della pioggia
per me perchè è suo fratello e perchè hanno stabilito un legame forte
il comportamento è da persona brava ma le sue manie sono lo gli orari esempio doveva vedere la tv alle 3 , spegnere la luce alle 11 : 30-
le fissazioni erano che sul tavolo prima di prendere le frittelle doveva esserci lo sciroppo dacero il suo bisogno di sicurezza era all'inizio che non sapeva chi era e si disorientava .
In questo periodo ci stiamo occupando di ragazzi affetti di autismo poichè ne abbiamo uno in classe e tentiamo di scoprire qual'è il modo migliore per stargli vicino e farsi accettare da lui. Abbiamo letto un libro e abbiamo visto questo film"Rain Man" e contemporaneamente abbiamo fatto una lezione con Valentina, l'educatrice che si occupa di Stefano. Stefano appunto è un nostro compagno di classe ( 1A), che è autistico e che con il tempo ha fatto delle regressioni nel campo verbale per cui ora non parla più, mentre nel campo affettivo è il migliore: lui ti sa trasmettere le sue emozioni, la sua simpatia, il suo gradimento, ma per far progressi deve ogni giorno lavorare con Valentina e le sue altre insegnanti. Un esercizio che a detta di Valentina piace a Spefano è l'esercizio degli incastri, e infatti lo notiamo anche noi perchè è il gioco che fa più volentieri mentre Valentina ci intrattiene; e poi Stefano è un simpaticone
. Una volta ho provato anch'io a fargli fare un esercizio cosicchè alla fine ho scoperto che Stefano è anche bravissimo ad accettare chiunque di noi come compagno nella sua attività.
Le classi 1^A & 1^B hanno parlato di Stefano,( un bambino autistico nostro compagno da qui al 2012), con Valentina la sua insegnante di sostegno.
Lei ci ha parlato di Stefano dicendoci molte cose su di lui ma anche alcune in generale, ovviamente sempre sui bambini autistici.
Valentina ci ha detto che Stefano ha avuto di fronte a sè tante figure di sostegno, lui le ha accettate tutte.
Stefano al mattino sta a scuola, invece al pomeriggio va a una scuola privata, proprio dove ci sono anche altri ragazzi come lui.
L'autismo è un disturbo. Il termine esatto per definirlo è: persona portatrice di disabillità.
ciao a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La classe 1^b é venuta nell'aula della 1^a per ascoltare Valentina, la maestra di sostegno di Stefano, che é venuta per la seconda volta.
La prima volta ci ha parlato del problema di Stefano che é una persona autistica e delle sue difficoltà
Le ci ha parlato molto su di lui e ovviamente anche sulle altre persone autistiche dato che abbiamo visto un film su questo tema e anche letto un libro.
Tutti gli interventi che ha fatto Valentina sono state molto interessanti
ciao![]()
La prof Giusepponi ci ha letto le prime due pagine del libro "Pulce non c'è", e in queste due pagine ho capito che la sorella di Pulce cercava di cambiarla e pensava intanto come sarebbe stata sua sorella se non fosse stata autistica, ma bisogna accettare queste persone per quello che sono e non per come noi vorremmo che fossero.
CIAO!!!!! MARCO 
Oggi Valentina ci ha raccontato una giornata comune di Stefano dicendoci che gli autistici hanno bisogno di continue rassicurazioni per esempio prima di svolgere una comune funzione come andare a mensa gli si deve mostrare la figura della mensa dicendogli il cibo che andrà a mangiare perchè così potranno svolgere un azione con una maggiore rassicurazione . ciaoo 
Rain man
Noi alunni della classi I A e I B abbiamo parlato del nostro compagno Stefano (che è un ragazzo autistico) con la sua insegnante di sostegno: Valentina.
Lei ci ha spiegato che Stefano è disabile dalla nascita e noi stiamo imparando a conoscerlo meglio. Valentina ci ha spiegato anche che Stefano ha dei modi diversi dai nostri per esprimersi; ad esempio se c' è troppo rumore lui si morsica la mano o si tappa le orecchie o ancora cerca di svignarsela dalla classe, perchè infastidito.
Stefano sembra che viva in un mondo tutto suo. Abbiamo scoperto anche che Stefano è molto intelligente: ad esempio, io l'ho visto più di una volta smontare una penna alla velocità della luce e subito dopo rimontarla perfettamente uguale.
Trovo quindi il momento per agganciarmi al discorso del film che abbiamo visto con la prof.:
Rain man.
Era impressionante vedere come Raymond riuscisse a ricordarsi tutti i numeri e i nomi che aveva visto o sentito solo per una frazione di secondo; penso che le persone affette da questo disturbo hanno, come nelle persone “normali”, delle potenzialità straordinarie.
Un particolare riferimento va fatto alla frase “Noi due siamo una famiglia”, espressa da Charlie, verso la fine del film, quando ormai aveva compreso i bisogni e le manie del fratello maggiore.
Queste espressione è molto toccante perchè fa capire come Charlie si affezioni al fratello, inizialmente “usato” per accaparrarsi l'eredità del padre.
Tornando al nostro compagno Stefano, io vorrei “scoprire” cosa pensa veramente quando gli si fa un'osservazione e lui …...... non reagisce a parole.
E voi come la pensate?????????
L’educatrice di Stefano, un nostro compagno affetto di autismo, Valentina, ci ha parlato dell’autismo e come comportarsi per far sentire meglio il nostro compagno; ad es. evitare di far casino perché lui ha una capacità uditiva molto sviluppata e dunque i suoni forti gli danno molto fastidio.
Mi è piaciuto molto quando alcuni di noi hanno sostituito Valentina per breve tempo nel gestire l'attività didattica di Ste: questo ci ha aiutato ad avvicinarci di più a lui e a superare le eventuali paure sorte tra i compagni.
Stefano non parla ma le sue emozioni "escono" in altri modi: l'espressione del viso, la gioia o se sta per agitarsi o meno. Quando è felice accarezza, bacia tutti e sorride con una bella espressione simpatica.
I suoi pensieri invece sono come chiusi in un cassaforte blindata.
Nella classe 1°a c'è un ragazzo portatore di disabilità, affetto da autismo.
In questo periodo, Valentina, la sua istruttrice, ci sta spiegando i sintomi di questa malattia, prendendo come esempio Stefano, che nel campo verbale ha avuto regressioni, perciò non parla più, ma nonostante questo riesce a capire i sentimenti degli altri(empatia) e sa trasmettere le sue emozioni, simpatie e gradimenti verso qualcosa o qualcuno.
Secondo me abbiamo fatto questa attività per capire il perchè di alcune sue azioni ed assecondarlo, inoltre a volte potremmo prendere il posto di Valentina per qualche minuto e fargli svolgere i lavori preparati dalla sua insegnante.
Ciaooooo a tutti.
In questo periodo ci stiamo occupando dell’autismo e dopo avere visto il film RAIN MAN abbiamo tenuto un incontro insieme alla 1B nell’aula della 1A, insieme alla prof.ssa di Italiano, Giusepponi, e a Valentina, l'educatrice che ha una laurea in psicologia e che si occupa di Stefano insieme alle proff Davino e D'Uva.
Stefano è un nostro compagno di classe (1A) che è affetto d’autismo e che nel tempo ha subito delle REGRESSIONI cioè ha perso delle capacità che aveva come ad esempio quella che della parola
Infatti adesso non parla più e comunica attraverso dei segni.
Valentina ha provato a far sedere uno di noi al posto suo e Stefano non ha reagito, anzi ha svolto l'attività con piacere.![]()
Lo scopo, il percorso di lavoro, mi ha dato una marcia in più, per poter partecipare con più interesse a questi incontri sull'autismo, per sperimentare una relazione più costruttiva con le persone di un "mondo diverso" del quale è difficile sapere tutto ma di cui non ci si può disinteressare e che invece ti fanno fare delle riflessioni molto intime.
Io ad esempio, associando la mia esperienza con Stefano, penso che potrò prendere spunto per relazionarmi meglio con molte più persone.
Tra tutti gli incontri quello che mi ha coinvolto di più è stato il secondo perchè abbiamo messo in gioco la nostra capacità di comunicazione con Stefano, ci siamo confrontati tra compagni scambiandoci impressioni rispetto alla nostra esperienza con Stefano, da quando l'abbiamo conosciuto ad oggi.
Mi ha molto colpito la lettura dell'intervista alla mamma di Pulce che sottolinea la differenza tra l'atteggiamento degli spettatori della tv molto coinvolti nella storia raccontata dalla sorella di Pulce e quello che è il comportamento spiacevole , per Pulce nella vita reale, causato dalle persone ignoranti su questo problema dell'autismo.
Emozionante è stata l'ultima parte dell'incontro di A e B a classi unite, in cui abbiamo potuto sperimentare una nuova relazione con il nostro compagno dopo aver avuto la fortuna di discutere, espandere ed approfondire gli argomenti in campo scientifico, ricevendo informazioni sia dall'esperta, sia dal film, sia dalla carta stampata.
Mi piacerebbe avere più occasioni, anche fuori dalla scuola, di questo tipo poichè avrei la possibilità di soddisfare altre curiosità e approfondire altri argomenti e aspetti che fanno parte della vita reale.
Tutta le due classi hanno potuto approfondire le conoscenze sul campo, anche assistendo alla visione di Rain-Man ed ad altri films, così abbiamo potuto scrivere le nostre impressioni sul sito "forum degli studenti" di questa scuola.
Penso e spero che tutti siano stati contenti del lavoro che stiamo svolgendo. Consiglio pienamente ad altri coetanei di ripetere questa esperienza che ti può aiutare anche a relazionarti con compagni che di solito etichetti sbrigativamente come "diversi".....
In questi giorni, ovviamente prima di fare le vacanze di pasqua
, siamo andati avanti con l’ argomento dell’ autismo questa volta eravamo con la classe 1’B, con la nostra prof. e l’ esperta Valentina e in questa occasione abbiamo letto un intervista della mamma di Pulce, adesso che Pulce ha ben 18 anni e non più 10 come ai tempi della pubblicazione del libro in cui la sorella ha parlato della sua vita. Nella prima parte della testimonianza mi sembrava tutto normale perché la signora portava la figlia al cinema e mi sembrava che tutto filasse liscio, ma quando poi il racconto è andato avanti ho sentito una cosa orribile da far rimanere a bocca aperta..
Infatti si parlava di persone molto insensibili e che si sono comportate in un modo davvero orripilante pretendendo che Pulce, che si stava godendo un film, si spostasse e si mettesse in un posto al buio in un angolino dove le altre persone non l’ avrebbero potuta vedere cosi che non avrebbe più disturbato gli spettatori con la sua presenza "particolare".....
La cosa più orribile di questa storia è che così dimostri che una persona non proprio uguale a noi vada trattata diversamente, cosa ovviamente sbagliata, perché invece hanno gli stessi diritti e vanno trattate come veniamo trattati noi liberi di sedere dove gli pare di fare tutto ciò che vogliono fare.
quell’ articolo mi ha davvero scosso... e a voi?
ALLA PROSSIMA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Durante le vacanze ho avuto modo di cominciare a leggere "Pulce non c'é". Che fosse un libro fuori dai soliti schemi penso che si sia capito sin dalle pagine lette in classe dalla Prof.ssa Giusepponi.
Devo dire però che è anche meglio di quanto mi aspettassi, anche se è molto coinvolgente e talvolta fa venire "il magone"
e le lacrime agli occhi.
Non voglio svelarvi i particolari, ma ciò che mi ha colpito di più è come sia difficile, in una società seppur moderna, convivere con la diversità, quanti ostacoli si debbano superare ogni giorno.
E' una lettura da non perdere.
L'incontro con Valentina la maestra di Stefano, un ragazzo affetto da questa malattia chiamata autismo aveva come argomento proprio questa malattia.
Valentina ci ha spiegato cosa è l’ autismo ovvero una malattia che non permette la comunicazione al mondo esterno, poi siamo entrati in tutti i particolari ovvero:
1- L’autismo colpisce più i maschi che le femmine.
2- Ci ha spiegato che l’autismo non è di un solo tipo ma ce ne sono tanti e di più gradi; in più ci ha detto da quale grado è affetto Stefano cioè disturbo dello spettro autistico.
3- Con i malati di autismo ci ha detto che bisogna assecondare le loro abitudini e anticipare ciò che andranno a fare attraverso un disegno o una foto; se questo non avviene entrano in crisi e si picchiano, nel caso di Stefano lui si morde le mani, e questo comportamento viene chiamato autolesionismo.
4- Ci ha spiegato un altro tipo di autismo che è quello chiamato ad alto funzionamento.
Valentina ci spiegava tutto con Stefano accanto cosicchè poteva fare dei confronti ed esempi.
Lui sapeva che stavamo parlando di lui ma non sapeva capire l’argomento perché è troppo complesso.
Avendo avuto solo 2 ore abbiamo trattato l’indispensabile per far capire tutti i problemi di questa malattia.
Il mio parere è che questa malattia è terribile perché non riuscire a comunicare è davvero una condanna e questi incontri mi hanno “commosso”....quasi quasi mi mettevo a piangere.
Rain man è un film molto interessante perché parla di ragazzi autistici.
Valentina la prof di sostegno di un bambino autistico di nome Stefano ci ha approfondito su i bambini autistici e ci ha detto che esistono tanti modi di autismo tipo rain man (il suo modo è ad alto funzionamento) e questa malattia la scopri dopo i tre mesi di vita
Questo film parla di due fratelli, uno autistico (rain man) e l’altro “normale” (Charly). Charly non sapeva di avere un fratello e per lo più autistico perché il padre lo aveva portato in una clinica ma poi lo scoprì perché alla sua morte il padre i soldi li aveva intestai a rain man e a Charly niente, allora costui ha deciso di rubargli i soldi e l’ha portato a fare una gita. All’inizio era difficile perché i ragazzi autistici hanno delle “fissazioni” tipo guardare la tv a un certo orario, mettere le scarpe in un certo modo e quando faceva la colazione sul tavolo prima lo sciroppo d’acero e poi le frittelle, ma con il passare del tempo Charly si affezion' e non lo volle lasciare più ma poi è venuto il direttore della clinica per portare via rain man; Charly non voleva lasciarlo allora hanno fatto scegliere a rain man e lui non sapeva scegliere ma alla fine andò con il direttore della clinica e in questa scena mi ha fatto capire che i ragazzi autistici non hanno volontà decise e non sanno il perchè delle cose.
A me questo film è piaciuto molto e mi ha fatto capire che siamo tutti uguali!!
L'AUTISMO
Il lavoro sul autismo è molto interessante perché serve a sensibilizzarsi su questo tipo di problema.
Lo consiglio ai miei coetanei e agli adulti.
Su questa malattia ci sono molte cose interessanti da imparare, per esempio come lui riesce a comunicare, come lui comunica, come lui impara e come passa la giornata.
Tutto questo lavoro è davvero interessante. Spero che lo troviate anche voi interessante.
COMMENTO SULLA PROIEZIONE DEL FILM “RAIN MAN”.
A me il film “Rain Man” mi è piacuto molto perchè mi ha fatto capire come devono essere trattati i ragazzi affetti dalla malattia dell'autismo e inoltre com'è il loro modo di vivere.
Questo è veramente un film da cui si deve prendere riferimento perchè il modo di trattare Rain Man da parte di Charly è il modo con qui dobbiamo trattare questi ragazzi anche noi senza rifiutarli o evitarli.
Successivamente per farci capire meglio la prof. Giusepponi ci ha portato ad un incontro con Valentina, una educatrice di ragazzi autistici che ci ha spiegato molte altre cose che nel film non venivano mostrate.
La parte che mi ha colpito di più del film è stata quando Charly capisce che si sta comportando male con Rain perchè praticamente è l'unica persona , a parte quelle dell'istituto di Rain, che riesce a capire la mentalità e le sue qualità.
Carissima prof. , oggi ho visto il film “FRATELLO SOLE , SORELLA LUNA” e devo dirle che…
Questo film mi ha meravigliato.
Mi ha fatto capire che anche se non indossi abiti estremamente costosi e firmati , scarpe di
centinaia e centinaia di euro gli altri ti possono notare comunque , anche se non sempre bene.
S. Francesco , infatti , era figlio di un nobile.
Possedeva tutto : divertimenti , soldi…..ma “qualcosa” nel cuore gli mancava.
Un giorno infatti andò in chiesa con i suoi e in quel momento la luce del Signore lo abbagliò: decise di rinunciare alla ricchezza e alla comodità , allo sfarzo , alla bella vita perché capì che anche senza questi beni l’ importante di ognuno di noi è la semplicità , l’umiltà e la disponibilità verso il prossimo anche se non è facile raggiungere queste mete e quindi dobbiamo apparire come siamo senza vergognarci e mettere in ridicolo il prossimo.
La decisione , naturalmente , non venne presa molto bene soprattutto dal padre che lo frustò e quasi lo volle far impiccare.
Dunque Francesco viene rappresentato quasi come il precursore di giovani
contestatori i quali anche ai nostri giorni predicano la non violenza, il ritorno alla natura e alla fratellanza universale; in poche parole un ribelle senza rabbia...
Il film naturalmente è interessante anche nella rappresentazione dell’Assisi del tempo, e della Roma papale ed è importante anche per farci capire certe tematiche del M-evo come nel tema della malattia, della povertà, dei lavori logoranti, della guerra tra i piccoli centri dell'Italia che stava affermandosi con i Comuni e con la ripresa economica
Ciao a tutti sono emanuele e vorrei commentare il film Ray men ( uomo della pioggia) a parer mio questo film è stato a dir poco magnifico. Parla di questo ragazzo di nome Richard disperato senza un dollaro che si fa aiutare da suo fratello Raimon visto che lui era uno che di soldi ce ne aveva e anche molti . Raimon aveva tantissime manie ad esempio quella che ogni giorno doveva avere le stesse cose per pranzo che gli davano al colleggio ad esempio mercoledì 8 bastoncini di pescie. Una delle sue paure è quella dell' acqua calda perchè diceva che faceva male ai bambini . Che tipo strano!
siete d' accordo?
Il mio compagno di classe Stefano è un ragazzo autistico, ma non per questo un compagno da ignorare.
Stefano non è un ragazzo autistico qualunque, anzi è un simpaticone. Durante l'ora di attività in classe non sembra infastidito dai rumori che la mia classe incluso me (certe volte) fa, ma quando deve spostarsi nell'aula laboratorio Valentina gli dice di salutare la prof che è in classe e tutti noi, Stefano è come attirato dalla voce di Valentina e non da quello che lo circonda e sorridendo ci fa un cenno con le mani e con un grande sorriso se ne va, magari dopo aver baciato affettuosamente come un grande cavaliere, la mano della nostra prof..
. Come ho detto negli scorsi commenti qui al forum le lezioni su Stefano mi stupiscono. Dopo aver visto il film ho scoperto un nuovo mondo totalmente diverso dal mio, ma soprattutto ho preso confidenza con un mio compagno molto caro per me: Stefano.
Ciao a tutti!
Il film Rain man, che significa “uomo della pioggia”, mi è piaciuto moltissimo,
perchè c’era un uomo autistico, di nome Raymond, soprannominato anche Ray
che mi ha fatto capire che ci sono persone molto sfortunate, che non hanno una bella e semplice vita come la nostra.
Le sue ossessioni sono le seguenti:
-aveva paura dell’acqua bollente, perchè si ricordava un brutto episodio, nel quale pensava che avesse bruciato suo fratello Charlie; non voleva fare viaggi in aerei, perchè sapeva tutte le date di aereoplani caduti; aveva paura del traffico di mezzi in autostrada, infatti una volta è sceso dalla macchina in mezzo a quelle numerose automobili, perchè aveva timore; non
voleva uscire da casa quando c’era la pioggia.
Mentre le sue manie sono:
-mangiava allo stesso orario dell’istituto, nel quale era cresciuto a causa dei
suoi genitori; scriveva spesso sul suo diario e alcune volte memorizzava i numeri,
le lettere, le parole...
Lui ripeteva le stesse parole e certe volte rispondeva “non lo so” anche se lo sapeva.
Dopo aver visto questo film, la classe 1 b, ( io compresa ) e la classe 1 a, abbiamo
avuto un’ esperienza molto interessante con Stefano, un ragazzo molto alto autistico e con
la sua professoressa di sostegno, di nome Valentina, che ci spiegava il comportamento e
il problema d’autismo.
Dopodichè la docente di italiano di tutte e due le classi ci ha letto delle pagine di un
libro che si intitola “ Pulce non c’è”, che parla, infatti, di una bambina autistica.
Un bacione a tutti!
Ciao a tutti, sono Valentina, l’educatrice di Stefano, il vostro “compagno speciale”. Al termine del lavoro svolto prendendo spunto dal libro “Pulce non c’è” vorrei condividere con voi alcune riflessioni; innanzitutto sono molto contenta per l’attenzione costante che avete sempre prestato a questo progetto: gli occhi puntati su Stefano e i numerosi interventi che avete fatto sia in classe che sul forum ne sono una testimonianza.
La presenza in classe di una persona con disabilità è un’opportunità: ecco perché, insieme alla prof.ssa Giusepponi, abbiamo deciso di intraprendere questo lavoro e di farvi sfruttare questa occasione.
Quando ci troviamo di fronte ad una persona evidentemente diversa da noi e dalla maggior parte delle persone che frequentiamo siamo in difficoltà: non si sa che problema abbia, non sappiamo se ci capisce, non si ha idea di come interagire con lei, non sappiamo come possa reagire di fronte a quello che facciamo. Ebbene si, queste e molte altre sono problematiche comuni per tutti coloro che per la prima volta si trovano a confrontarsi con una realtà "particolare", quella della disabilità appunto; ci tengo a sottolinearlo, particolare, non impossibile. Perché una volta che si capiscono le necessità e le capacità di chi abbiamo di fronte, il gioco è fatto: possiamo trovare dei modi di comunicare, magari non convenzionali; possiamo escogitare strategie che ci permettono di superare le difficoltà, possiamo fare molto perché la relazione con una persona “non uguale a noi” non venga buttata al vento; è semplicemente governata da altre regole, che non sono quelle alle quali siamo abituati quotidianamente. Le persone affette da sindrome autistica, così come i malati psichici, così come i ciechi, insomma, le persone con disabilità, le più varie, le più strane, sono allo stesso tempo uguali e diverse da noi: è giusto aiutarle quando la difficoltà è dovuta alla loro problematica e non alla mancanza di volontà, com’è altrettanto giusto non trattarle diversamente quando hanno le capacità per riuscire (ad esempio si aiuta una persona in carrozzina a prendere il caffè che ha ordinato sul bancone troppo alto per lei ma le si lascia ordinare quello che vuole consumare).
Concludo questo intervento ricordandovi che il vostro “compagno speciale” è una ricchezza, un valore aggiunto alla vostra esperienza sui banchi di scuola: perché Stefano non rappresenta solo se stesso, ma è il simbolo di tutte quelle persone con disabilità che, nel corso della vita, incontrerete e di fronte alle quali non potrete e non dovrete assolutamente far finta che non esistano!
Come superare le difficoltà e, a volte, la paura?
Informatevi, chiedete, approfondite: questo è il primo passo per sapere chi sta di fronte a voi. Un pizzico di curiosità non guasta mai: mettetevi nella condizione di scoprire a quale mondo “diverso” ma bello e arricchente appartiene quella persona!
Infine, combattete contro l’emarginazione delle persone più deboli, anche con i vostri amici che le allontanano perché non sanno come comportarsi. Stefano non è un marziano, e come lui tutte le persone che “non sono come noi”. Fate sentire voi la voce di chi non può difendersi dall’ignoranza e dalla paura!
Vi saluto con un augurio: che la passione che avete dimostrato negli interventi rimanga, anche quando Stefano non sarà più con voi portandovi, magari, a conoscere ed aiutare più da vicino qualche altra “persona speciale”; e con una speranza: che nessuno di voi si comporti mai come il “biondino del cinema”.....
io ho letto il discorso di Valentina e voglio dire che è giusto quello che ha detto in riferimento al fatto che noi abbiamo un compagno SPECIALE ; io all'inizio non sapevo come affrontare questa situazione di Stefano ma grazie all'aiuto di questo progetto di conoscenza adesso saprò, anche nel futuro, affrontare queste persone diverse ma non tanto da noi. Anzi sono persone SPECIALI COME STEFANO
Sono contenta di avere un compagno come lui e sono sicura che se lui adesso vede questo forum (che praticamente è tutto su di lui) credo che ne sarebbe fiero
Ciao.
Il film RAIN man mi ha fatto capire molte cose sulle persone Autistiche, e non è una sensazione che mi lascia indifferente, anzi mi commuove.
Adesso vi saluto, è stato bellisimo il film!