Morte della Vergine - lettura dell’opera

Commento tratto dalla Storia dell’arte italiana di Giulio Carlo Argan.

La “Morte della Madonna” (1605-06) fu eseguita per la cappella Cherubini in Santa Maria della Scala a Roma, ma fu rifiutata dal clero della chiesa.

In questo dipinto l’etica religiosa si lega a un nuovo sentimento sociale.

La Madonna è raffigurata come una “donna morta gonfia”, un’annegata ripescata e deposta su una lettiga, con accanto una ragazza (Maddalena) che piange disperata ed intorno (come apostoli) i parenti e i vicini assiepati, con quella schietta solidarietà nel dolore che è soltanto degli umili.

E’ molto più del motivo sociale della devozione popolare: è il farsi presente di Dio nei fatti della vita quotidiana, nell’umanità senza convenzioni della povera gente.

Già nelle due versioni della Cena in Emmaus il Caravaggio aveva fatto sedere Cristo alla tavola di una taverna, e l’oste era il testimone di uno dei più solenni dei suoi atti.

Dio, nel suo pensiero, non è nel cielo tra i beati cori, ma in terra, tra i poveri e i dolenti.