Martirio di San Matteo - lettura dell’opera

La tela del Martirio di San Matteo è una delle tre dipinte da Caravaggio per la decorazione della Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi in Roma.

In questa tela il santo viene rappresentato nell’istante in cui, celebrando la messa, sta per essere ucciso.

Caravaggio applica a questa scena violenta il suo modo di costruire le ambientazioni nello studio, illuminandone le diverse parti con luci artificiali e lasciando indefinito l’ambiente, in modo da attirare l’attenzione sui personaggi.

La luce è sempre protagonista assoluta.

Le figure più importanti emergono dal buio e sono investite da fasci di luce abbagliante.

A volte l’illuminazione serve a far risaltare il volume dell’intero corpo, ma più spesso ne evidenzia solo una parte significativa, come la potenza di un gesto o l’espressione di un volto.

La figura centrale, con il corpo in torsione, costituisce il perno attorno a cui si svolge tutta l’azione rendendo la composizione molto dinamica.

I gesti sono teatrali e suggeriscono percorsi visivi obliqui e curvi.

La luce e l’ombra, in Caravaggio, hanno sempre valore simbolico: il loro contrasto esprime l’antitesi fra il bene e il male.