Incredulità di San Tommaso - lettura dell'opera

Quest’opera raffigura un episodio del Vangelo di Giovanni.

Egli narra che quando Gesù risorto si presentò per la prima volta agli apostoli, Tommaso non era presente.

Al racconto dei compagni Tommaso restò dubbioso: per verificare che Gesù fosse veramente risorto e non si trattasse di un fantasma, sarebbe stato necessario toccare le sue ferite.

Una settimana dopo Gesù comparve nuovamente agli apostoli, invitando Tommaso a toccare le ferite del suo costato. Tommaso allora esclamò: “Mio Signore e mio Dio”.

In questo dipinto sono presenti quattro personaggi.

Gesù scosta la veste dal costato e, con mano ferma, spinge la destra di Tommaso.

Con una fisicità esasperata, Tommaso viene invitato da Gesù a infilare il dito fin sotto la pelle, ben dentro la ferita nel costato.

L’espressione di Tommaso è sconvolta e stupefatta: si sta verificando in lui l’invito di Gesù a “non essere più incredulo, ma credente”.

Gli apostoli partecipano con apprensione alla scena, come se a loro volta avessero bisogno della stessa conferma richiesta da Tommaso.

Il gesto drammatico, i volti fortemente espressivi, coinvolgono l’osservatore, rendendolo partecipe all’avvenimento che Caravaggio con tanta sapienza descrive sulla tela.