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Lettera agli studenti

Lettera ai “nostri” studenti

Carissimi Studenti,

è la vostra Preside che vi scrive

(Sì, “preside”, perché è così che mi chiamate: non dirigente, sarebbe troppo formale ed io non ho mai voluto formalità per voi).

Ho deciso di scrivervi perché non ho altro mezzo per farmi sentire.

Non posso salire su nei corridoi.

Non posso girare negli intervalli a salutarvi, come faccio spesso.

Non posso ascoltarvi, come quando mi cercavate per qualche problema. E nemmeno rimproverarvi, se ritenuto necessario.

Non posso sentire l’orgoglio dei vostri insegnanti, quando raggiungevate un obiettivo inaspettato o assistere ad un progetto fatto con tanta partecipazione e creatività.

Non posso ascoltare i vostri insegnanti che indicano il percorso che state seguendo, passo passo, come pulcini.

Ora i corridoi sono vuoti e silenziosi.

E’ un periodo difficile, cari ragazzi.

Lo è per le vostre famiglie: la preoccupazione è tanta.

Ma volevo scrivervi che proprio nei momenti difficili, la comunità tutta deve essere in grado di tirare fuori il meglio di sé. Bisogna ascoltare bene le indicazioni del Ministero, avere una condotta giusta, ma nello stesso tempo essere fiduciosi.

Usciremo fuori da questo periodo di ansie.

Fiduciosi che la scuola vi darà la possibilità di recuperare e di consolidare le vostre competenze.

Sapete, i vostri insegnanti stanno lavorando per cercare di farvi esercitare a casa, ma anche di mandarvi lezioni esplicative. Quegli stessi insegnanti, che magari avete visto come “nemici”, sono preoccupati per il vostro percorso. Stanno cimentandosi in metodologie nuove, cercando di capire, di organizzare, ma soprattutto di farvi sentire la loro vicinanza. In questi giorni frenetici, ognuno sta dando il proprio contributo. E anche i collaboratori scolastici ed il personale amministrativo stanno lavorando per assicurarvi una scuola sanificata e funzionante.

-Per questo, cari ragazzi, ho deciso di scrivervi-

Abbiate fiducia nella nostra comunità, fatta di persone che condividono per voi obiettivi educativi e che vi sono sinceramente affezionati. Anche quando non ‘possono mostrare sentimenti’ perché la loro professionalità lo impedisce. Anche quando vi sembra di sentire il peso dei compiti assegnati: attraverso l’esercizio della mente, si consolidano le proprie capacità, si scoprono sentimenti e potenzialità nuove. In una frase: “Si cresce”. E loro vi stanno accompagnando.

Vi svelo un segreto: quando si supera un momento difficile, si diventa un poco più forti. E voi, mi auguro, lo diventerete. Avrete appreso il senso di responsabilità verso una condotta igienica corretta. Avrete appreso il senso di responsabilità verso i compiti da fare, in autonomia. Avrete appreso ad organizzare il vostro tempo.

Avrete appreso, almeno lo spero, un poco di nostalgia verso la scuola, perché vorrebbe dire che vi è mancata. Proprio come mancano a noi i vocii lungo i corridoi, le corse durante gli intervalli (vi rimprovero sempre, vi ricordate? Non bisogna correre, vi fate male); ma soprattutto, mancano a noi quegli occhi aperti e curiosi verso il mondo, quella voglia di vivere e di sperimentare.

-E’ con questa energia che spero di accogliervi presto a scuola-.

Vi lascio con una frase di un autore italiano, Romano Battaglia:

A volte il vento della brughiera soffia così forte che avresti voglia di sederti e di lasciarti andare. Poi, una mano forte ti afferra e ti riporta a casa. Quella mano è l’amore e quell’amore sei tu”:

con l’augurio a voi tutti e alle vostre Famiglie di ritrovare presto la serenità e la mano forte che vi riporti lungo il cammino di vita che avete scelto per voi stessi...          

Un saluto cordiale

“La preside”

A. Cozzolino

 

 


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