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Convegno "La scuola, che passione!". Genitori e insegnanti in dialogo

"O la vita tornerà ad esser cosa viva e non morta, e la grandezza e la bellezza delle cose torneranno a parere una sostanza, o questo mondo diverrà un serraglio di disperati, e forse anche un deserto." (G. Leopardi, Lo Zibaldone).
L'educazione di fronte alle sfide della rete e della relazione, tra tentazioni di fuga e incertezza esistenziale.

Numerosa e coinvolta la partecipazione al primo convegno “La scuola, che passione!” organizzato dal nostro istituto; si contano infatti quasi duecento presenze e molte sono state le domande rivolte ai cinque relatori invitati.

Le tematiche affrontate hanno toccato punti fondamentali dell’essere insegnanti e genitori, insomma adulti.

Il prof. Igor Salomone ha richiamato il tema della prestazione e la logica performativa sottesa alle aspirazioni famigliari e scolastiche come causa del disagio: chi non ce la fa, non trova posto. La fragilità di tanti è dunque l’altra faccia del successo di pochi.

L’intervento del prof. Paolo Mottana invita a sperimentare un’educazione diffusa nel corpo del mondo, dove l’apprendimento non si esaurisca dentro i confini della scuola ma avvenga insieme a tutti i membri della società.

Nella seconda parte, aperta ai genitori, la dott.ssa D’Amico, dopo aver presentato il progetto “Para – ti”, ha focalizzato il proprio discorso sulle problematiche che i ragazzi si trovano ad affrontare in particolare alle medie.

La prof.ssa Coscia ha esposto in modo ampio e chiaro il panorama del web, affermando che il problema è sempre di educazione, della qualità di rapporti tra adulti e giovani.

In conclusione il dott. Cattarina ha parlato dei ragazzi tossicodipendenti, sottolineando la grandezza delle domande che urgono nel cuore dei giovani e l’importanza dell’adulto in questo senso, nell’accompagnare cioè il giovane nella scoperta che non è venuto al mondo inutilmente.

Per tutti si apre ora la possibilità di un dialogo davvero interessante.


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