Il maestro Splinter darà frutti?
Lunedì 7 giugno 2010 si concluderà il percorso relativo al progetto "Il karate della mente" condotto dal dottor Scheriani con le classi prime della scuola decondaria di primo grado "A. Rizzoli".
Ecco il testo di Valerio C., un alunno di prima relativo al tema assegnato dalla prof.ssa di Lettere dal titolo "Prendendo spunto dal libro di Rosemberg "LE PAROLE SONO FINESTRE OPPURE MURI" dai una spiegazione facendo riferimento ad una tua esperienza".
Tema: “ LE PAROLE SONO FINESTRE OPPURE MURI “
Cara prof,
già il solo titolo del libro di Rosemberg “LE PAROLE SONO FINESTRE OPPURE MURI" mi è sembrato molto efficace nel suo significato e nel suo messaggio, perché mi porta immediatamente a certe situazioni nelle quali, soprattutto noi ragazzini (ma succede anche agli adulti), ci troviamo invischiati quasi quotidianamente e cioè il LITIGIO e L’ OFFESA A PAROLE.L’ offesa a parole, secondo me è quella che FA PIÙ MALE, non fisicamente ma MORALMENTE, e lo sottolineo perchè anche io, spesso in prima persona, mi sono trovato in situazioni simili e ho provato un GRANDE DISAGIO.
Infatti questo tipo di reazione verbale, cioè l'offesa, ‘SMONTA’ la persona che la riceve facendola STAR MALE fino al momento della RISOLUZIONE del contrasto e quindi fino al raggiungimento dell' INTESA.
…Ecco: il momento dell’ intesa, il cosiddetto momento delle SCUSE o della "PACE":
è la fase nella quale uno, dopo un litigio, CERCA DI CAPIRE cosa ha spinto l’altra persona ad utilizzare dei termini volgari o le cosiddette ‘parolacce’ per offenderlo.La persona-vittima secondo me, (anche se è difficile sapersi controllare) NON DOVREBBE REAGIRE ‘A MOLLA ’, cioè CONTRACCAMBIARE L’ OFFESA CON PAROLE-MURO, ma dovrebbe darsi del tempo, “prendersi un crodino nel frattempo!!!” come dice lei prof! e riflettere su come sono andate le cose: magari c’è stato un malinteso, un momento di nervosismo, qualche parola non bene interpretata.
Questo titolo del libro dà un messaggio che è simile a quello del maestro Splinter nel nostro progetto “Il karate della mente”: infatti entrambi ammettono i pensieri irrazionali, le emozioni negative e le reazionirabbiose, (siamo esseri umani!) ma ambedue ci portano a RIFLETTERE SULLA ‘POTENZA’ delle nostre parole.
Così è più facile chiarire il malinteso, facendo finire una brutta situazione nel migliore dei modi e ci offrono delle alternative, delle strade per tornare a star bene con noi e con gli altri.
Infatti, come dice l’ autrice del libro, LE PAROLE DEVONO ESSERE SOPRATTUTTO ‘FINESTRE’.Una persona generalmente se pensa ad una finestra pensa alla limpidezza , alla luce del giorno, al tepore estivo; tradotto nella nostra situazione, ad un rapporto amichevole e sereno, perciò a parole accoglienti ed amorose , riconducibili all’affetto.
La poesia che ci ha dettato e che fa da introduzione a questo libro mi sembra che si congiunge bene al percorso didattico che abbiamo seguito a scuola dopo l’incontro con il Dottor Scheriani, il nostro psicopedagogista, il quale si proponeva di aiutarci a riflettere sulle nostre azioni e soprattutto sui nostri pensieri che ci fanno dare delle etichette, che ci fanno prendere delle cantonate.Come ho già detto prima anche a me è capitato di essere offeso a parole da un mio amico, con offese davvero pesanti, a cui ho reagito d’ impulso.
Tuttavia, pur sapendo di avere ragione, non mi sentivo affatto tranquillo né in pace con me stesso, dove stomaco, testa, cuore erano in subbuglio per il dispiacere…
Le offese continuarono a catena tanto che anche io, che a quei tempi non avevo molto autocontrollo (adesso sono un po’ migliorato), incominciai a far volare schiaffi, pugni, calci!!
Seppure non avessi molta forza fisica, la rabbia mi aveva dato la forza di reagire impulsivamente ed anche di avere la meglio!!!…
MA CERTO NON ERO CONTENTO CHE LE COSE SI FOSSERO SVOLTE IN QUESTO MODO:
infatti alla fine tornammo sì amici ma freddini freddini, e di questo non sono certo soddisfatto, perché questa ‘pace’ è arrivata sia per le botte che per lo sfinimento, mentre, secondo me, doveva arrivare dopo che il mio amico avesse compreso la gravità delle sue azioni ed io gli dicessi che ero pentito delle mie contro-reazioniCredo comunque che le esperienze come queste siano le migliori lezioni di vita per non commettere più gli stessi errori.
Per concludere questa lettera prof, vorrei riportare l' ultima frase della poesia nell'introduzione del libro:
‘SE TI SEMBRA CHE IO TI ABBIA SMINUITO […] PROVA AD ASCOLTARE, OLTRE ALLE MIE PAROLE, TUTTE LE COSE CHE CONDIVIDIAMO….Questa parte lei ha detto che la svilupperemo a partire dal prossimo anno: io comunque ho capito che le parole sono potenti anche al positivo
(le” PAROLE-MEDICINA” come lei ci ha detto ) e perciò abbiamo la possibilità di dirci frasi amichevoli e di fratellanza piuttosto che toglierci l'autostima e la pace (con le “PAROLE E I COMPORTAMENTI-VIRUS”)!!!.
Così in classe e fuori si vive meglio!Questo si può definire per me il succo di tutto questo lavoro svolto in quest'anno e perciò sono molto interessato a quello che discuteremo a partire da settembre.
Buone vacanze a lei e a tutti i compagni delle prime.
Valerio C.
